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Ad Plenitatem Lunae - Tempus Non Est Iocundum
USCITA ALBUM: 29 dicembre 2012
ETICHETTA DISCOGRAFICA: Autoproduzione
GENERE: Folk medieval heavy-metal
PAESE: Italia Gemona -Udine-
LINE UP:

  •     Nakìa Spizzo: Lead singer
  •     Ermes Buttolo: Bagpipes, vocals
  •     Giulio Martinelli: Guitar, vocals
  •     Maria Valentinuzzi: Keyboards, vocals
  •     Alberto Revelant: Bass, vocals
  •     Marco Cargnelutti: Drums


“ il principio di un secolo tremendo,
e sull’orizzonte cupo e desolato,
già spunta un'altra alba e non comprendo
se sia un millennio nuovo o già passato.
E innalzeremo il capo verso il cielo,
in fin di vita squarcerem l’ultimo velo.
Vi è una regola che è incisa in ogni sorte:
Nascer tutti nuovamente nella morte!”

Quando mi è arrivato tra le mani questo ultimo lavoro degli Ad Plenitatem Lunae, mi sono venuti i brividi. Pochi infatti sanno che la mia provenienza è mezza friulana e questa band proviene proprio dalla mia terra. Mi è dunque molto difficile non emozionarmi, nel sentire che i brani sono tutti cantati in dialetto friulano e rievocano in me ricordi assai lontani ma sempre vivi.
Tempus Non Est Iocundum, che tradotto potrebbe significare: “Il Tempo non è piacevole”, è un album autoprodotto sul quale è stata incisa tutta l’essenza di questa band. Uscirà il prossimo 29 dicembre e la produzione sonora è a cura del maestro Giacomo Barboni, già produttore dei primi tre EP dei Krampus. In questo percorso si parla di tradizione, cultura friulana, inferno, leggende antiche legate all’esoterismo, insieme a tanto folklore. Ogni canzone parla di una leggenda o di un concetto legato alla magia nera, alle streghe, fino a considerare il patto con il Diavolo stesso come un elemento principale e mistico. Le tracce sono dodici, viene inserita la celeberrima “La strie” contenuta nel primo demo uscito nel 2010, insieme alla bellissima “Sante Agnes”. Lo stile folk medievale viene riconosciuto grazie alla presenza della ghironda suonata dal maestro Walter Rizzo, che a sua volta ha partecipato ad alcuni estratti dei primi Tabula Rasa di Luca Veroli (ora Diabula Rasa). In via del tutto eccezionale viene anche inserita una ghost track, la magica “Datura Stramonium” che parla di una particolare pianta detta stregata, poiché era utilizzata nei rituali magico-spirituali ed è ad alto contenuto di alcaloidi quindi per l’appunto ritenuta velenosa.                               
Tempus Non Est Iocundum potrebbe essere definito un concept album raffinato e di ottima impronta folk metal, visti i forti contenuti dei brani che si susseguono l’un l’altro come a volerci ricordare che non siamo soli, che ogni cosa che ci circonda ha un suo significato ben preciso. Anche se la cultura nordica ha un suo codice particolare, questo non significa che non è aperta alla scoperta di nuovi stili e nuovi elementi di natura folkloristica.

IN CONCLUSIONE:

TESTI: 7,5
RIFF: 7,5
REGISTRAZIONE: 8
COINVOLGIMENTO: 8
VOTO FINALE: 7-7,5/10

Author: Chiara Rovesti