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ETICHETTA: Buil 2 Kill Records

CITTÀ: Livorno/Alessandria

GENERE: Thrash/Death Metal

LINE UP:

  • Giovanni Matteo Gliozzo (Voce)
  • Emilio Cornaglia (Chitarra)
  • Roberto Giuliano (Chitarra)
  • Glenn Strange (Basso)
  • Federico Pennazzato (Batteria)

Gli auspici per un 2015 ricco di novità musicali (valide, ovviamente) hanno trovato una repentina conferma con l’uscita del primo lavoro a firma Unredeemed, progetto che raccoglie alcune importanti figure del Metal italiano, ovvero Emilio Cornaglia e Roberto Giuliano (ex Deformachine, entrambi alle chitarre), Glenn Strange (bassista dei Death SS) e Federico Pennazzato (batterista dei Secret Sphere), il cui sapiente lavoro sostiene la prepotente voce di Giovanni Matteo Gliozzo.

L’album è rabbioso, massiccio, ma forte di un sapiente dosaggio fra velocità e pesantezza che lo rende estremamente dinamico, mentre, dal punto di vista della direzione musicale, fatto salvo per la deriva Swedish Death di “The Art Of War”, la personalissima “No Name Maddox” (che vede la presenza Steve Sylvester dei Death SS) e la particolare “Questions” (che a mio avviso resta l’episodio meno incisivo dell’album), questo debutto offre una raffica di proiettili Thrash Metal ad elevato potenziale (“Drinking With The Devil”, “Cleaning Out My Grave”, “New World (Dis)Order”, quest’ultima con il contributo di Papa Satana dei GoddoG,) su cui spiccano per la letale efficacia “Lack Of Luck”, “The Stone” e l’autentico capolavoro di “Burning City”, il tutto suggellato da “Unredeemed I Am”, ideale manifesto della band che costituisce la degna conclusione di un disco grandioso, in cui l’apporto di Mike Spreitzer (chitarrista dei gloriosi Devildriver) in fase di mastering costituisce sì un valore aggiunto, ma che poco avrebbe influito se i brani non si fossero rivelati di un livello così alto.

Già, perché a colpire in questo debutto discografico sono proprio i brani, o - meglio - la loro costruzione, in cui una potenza devastante viene incanalata in strutture perfettamente equilibrate e in grado evitare cali di tensione nonostante una lunghezza media ben superiore ai quattro minuti, proponendo un Thrash affrontato in chiave moderna, che non teme aperture verso i generi “limitrofi” riuscendo a mantenere una forte identità (anche se richiami a band come Exodus o Pantera non sono difficili da individuare).

Insomma, gli Unredeemed fanno centro al primo colpo, e - perdonatemi la critica costruttivo-provocatoria - senza la necessità di cornamuse, cantanti d’opera e tastieroni sinfonici. Che, in fondo, sia tutto più facile di quanto pensiamo?

 

GIUDIZIO: Redentore.

VOTO: 5 su 5 (Ottimo)

TRACKLIST:

01. Drinking With The Devil (3'09")
02. Lack Of Luck (4'27")
03. The Art Of War (4'29")
04. The Stone (4'08")
05. Burning City (5'07")
06. No Name Maddox (5'35")
07. New World (Dis)Order (4'41")
08. Questions (4'59")
09. Cleaning Out My Grave (4'42")
10. Unredeemed I Am (4'31")

Luca Morzenti
Nato e cresciuto a Milano quando ancora c’erano i telefoni a gettone, ma residente da tempo in provincia di Brescia, ha esplorato l’universo musicale in ogni suo remoto angolo, dapprima come spettatore e successivamente come musicista, fonico, tecnico luci, promoter e road manager, fino all’attuale ruolo di giornalista/reporter. Collabora con riviste locali e nazionali scrivendo - oltre che di musica - di sport, letteratura, tecnologia e attualità. Quando non scrive, legge (almeno due libri a settimana), si diletta come correttore di bozze di libri non sempre entusiasmanti, scrive testi per musicisti di (in)dubbio valore e guarda qualsiasi partita di hockey su ghiaccio riesca a trovare in tv o sul web.