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Humanash - Reborn from the Ashes

ETICHETTA: Jolly Roger

CITTÀ: Gallipoli (Italia)

GENERE: Heavy Metal

LINE UP:

  • John Goldfinch (voce)
  • Gabriel Goya (chitarra)
  • Francis Probus (chitrra)
  • Nicholas Lestat (basso)
  • Peruvian (batteria)

È sempre spiacevole constatarlo, ma una delle caratteristiche del popolo italiano divenute purtroppo peculiari è l'esterofilia.

Incubato una settantina di anni fa - e per un certo tempo in parte giustificabile - questo devastante virus si è riprodotto in maniera esponenziale, tanto che ancora oggi qualsiasi cosa provenga dall'estero viene giudicata inevitabilmente migliore rispetto all'omologa nazionale, salvo rare eccezioni. Tale assurdo preconcetto non ha ovviamente risparmiato l'arte, ambito in cui a pagare le conseguenze più gravi è da sempre la musica, non tanto nelle sue espressioni più nazionalpopolari (come Gigi D'Alessio, Ligabue o Il Volo, che purtroppo ci ritroviamo in casa ma che hanno validi concorrenti oltreconfine) quanto per quei musicisti impegnati in generi allogeni, in primis il rock ‘n' roll con tutti i suoi derivati, heavy metal compreso.

Dopo l'esplosione a livello planetario nei primi anni ‘80, infatti, anche lungo la nostra penisola iniziarono a nascere gruppi formati da ragazzi che, pur provenendo da ascolti più classici (Led Zeppelin, Deep Purple, Rolling Stones…), avevano trovato grazie a band quali Iron Maiden, Saxon, Motörhead o Judas Priest una forma ancora più intensa per esprimersi. Ma, come dicevo, l'esterofilia portava il pubblico nostrano a considerare in qualche modo «inferiori» i gruppi italiani: in alcuni casi a ragione, viste le scarse capacità tecniche o la pessima qualità del prodotto finale (salvo poi trovare non troppi anni dopo le stesse persone osannanti di fronte a demo suonati con i piedi e registrati in una fogna, purché provenienti dalla Scandinavia…), in molti altri casi no, e a pagarne le conseguenze furono band più che valide (Adramelch, Hocculta, Creepin' Death, Deathrage…) che proprio in patria incontrarono difficoltà tali da determinarne in molti casi la repentina scomparsa dalle scene. Erano anni in cui il metal aveva da poco generato le prime due fondamentali distinzioni fra i suoi fans, divisi in «thrashers» e «glamsters» a seconda delle preferenze (eppure tutti in ogni caso uniti dagli ascolti dei gruppi seminali) e che anche in Italia - esattamente come per Germania, Gran Bretagna o Stati Uniti - vedeva la scena locale caratterizzata da un certo modo di comporre, da un certo modo di porsi e, soprattutto, da un certo tipo di suono. Ecco, questo esordio a firma Humanash mi ha riportato a quei tempi. E non solo per il suono: le strutture, l'approccio, il cantato… Heavy metal, certo, ma italiano.

Dopo la lunga intro Evil Metal Obsession (che vede la presenza nientemeno che di Steve Sylvester) è lo speed di Night Adventure In A Desecrated Church a definire le coordinate stilistiche del disco, seguita dalla cadenzata The Nightmare Begins, da una title track che è un autentico manifesto del metal tricolore di cui parlavo e dall'aggressiva The Liberation Of The Cursed Spirit, che porta alla solenne (e anch'essa lunga) outro intitolata The Eternal Darkness Of Being. Un EP (anzi, un «mini-album», come si diceva ai tempi) che in poco più di 20 minuti mostra una band composta da ottimi musicisti e forte di composizioni posizionate su dinamiche quanto mai «classiche», lontane però da facili citazionismi o nostalgie più o meno nascoste: semplicemente, gli Humanash suonano heavy metal. E lo suonano per davvero.

Infine, una piccola nota sulla copertina (unico elemento dell'artwork in mio possesso), efficace illustrazione che è riuscita a evocare ricordi al tempo stesso seri e faceti, facendo riaffiorare sia l'immagine di Daimon Hellstrom, il «Figlio di Satana» dell'universo Marvel (quello vero, dei fumetti, non il campionario di pagliacciate cinematografiche…), sia quella di Don Zauker, l'infoiatissimo «esorcista» protagonista sulle pagine del Vernacoliere: sempre un fumetto ma, volendo, ancora più «vero»…
Tutto vero. Come l'heavy metal degli Humanash.

GIUDIZIO: Genuino.

VALUTAZIONE: 8/10

TRACKLIST:

  1. Evil Metal Obsession (2'37")
  2. Night Adventure In A Desecrated Church (2'54")
  3. The Nightmare Begins (4'38")
  4. Reborn From The Ashes (3'46")
  5. The Liberation Of The Cursed Spirit (4'49")
  6. The Eternal Darkness Of Being (2'47")
Luca Morzenti
Nato e cresciuto a Milano quando ancora c’erano i telefoni a gettone, ma residente da tempo in provincia di Brescia, ha esplorato l’universo musicale in ogni suo remoto angolo, dapprima come spettatore e successivamente come musicista, fonico, tecnico luci, promoter e road manager, fino all’attuale ruolo di giornalista/reporter. Collabora con riviste locali e nazionali scrivendo - oltre che di musica - di sport, letteratura, tecnologia e attualità. Quando non scrive, legge (almeno due libri a settimana), si diletta come correttore di bozze di libri non sempre entusiasmanti, scrive testi per musicisti di (in)dubbio valore e guarda qualsiasi partita di hockey su ghiaccio riesca a trovare in tv o sul web.