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ETICHETTA: Moonlight Records
CITTÀ: Parma
GENERE: Folk Rock
LINE UP:

  • Simone Casula (voce)
  • Daniele Zoncheddu (chitarra)
  • Dario Caradente (flauti)
  • Arjuna Iacci (fisarmonica, percussioni, mandolino)
  • Tommy Celletti (batteria)
  • Simone Feroci (basso)

There and back again è il quarto lavoro in studio della band parmense Kalevala. L'album vuole essere, citando le parole del cantante Simone Casula, una “poetica del nerd”. I testi analizzano i vari modi di vivere la sfiga e l'insicurezza sfoderando una sana dose di ironia.

L'album non si apre con un brano originale, ma siamo introdotti all'ascolto da una citazione cinematografica: un monologo di Bela Lugosi (icona del cinema horror della prima metà del novecento) tratto da “Bride of the monster”. Segue una cover: “S'i fosse foco”, poesia di Cecco Angiolieri già musicata da Fabrizio DeAndré. Le parole di Cecco vengono a porsi come ripresa comica del delirio di onnipotenza del dr. Vornoff. La terza traccia è “It's folk metal, baby!”, traccia di cui è stato realizzato anche un videoclip. Il  brano che spiega in poche parole tutta la filosofia del folk metal, esprimendo anche un profondo bisogno di libertà. “Full frontal nudity” è un pezzo dal sapore blueseggiante  in cui si parla di un reietto della società, che tuttavia gode della sua condizione che lo mette al centro dell'attenzione come fosse uno strano animale da circo. La stessa tematica è trattata, se pur in maniera differente, anche in “Come Dio comanda”, dove viene dichiarata un'esplicità ribellione alla religione (probabilmente metafora del potere in generale) e in “Nigel's got a sword”, storia di un ragazzo che si rifugia nel suo “regno magico che lo può portare fuori dalla sua camera” dove la ripetizione continua del ritornello rende quasi ossessivo questo bisogno di fuga. Segue “There and back again”, la title-track dell'album, in cui vi sono abbondanti riferimenti alle opere di Tolkien. Segue “Glasses”, brano molto rapido e frizzante cui fa da contraltare un pezzo molto più hard: “Dinamite”, brano di rivolta ed anarchia. L'ultimo brano è Waterloo, unico testo in francese che richiama in modo ironico le marcette militari francesi. L'album si chiude con U'golema, brano strumentale dai sapori vagamente spagnoleggianti che si chiude con un'altra citazione da “Bride of the monster”: “the story must be told”.
Parlare della musica di questo lavoro non è facile. Sicuramente il sound dei Kalevala si allontana molto dall'idea classica di folk metal, esplorando e sintetizzando varie influenze musicali: dal blues alla musica irlandese, dal rock psichedelico al cantautorato italiano... Il risultato è uno stile musicale molto brillante, che non annoia mai e riesce anzi ad essere molto originale. “There and back again” è il lavoro di una band musicalmente matura, che gioca e scherza senza problemi col proprio materiale musicale. I brani sono molto brevi e l'album dura poco più di mezz'ora, ma si tratta indubbiamente di una mezzora musicalmente intensa. Forse non si può parlare di prog rock, ma i Kalevala hanno hanno rivelato in questo lavoro di avere molte attitudini “proggheggianti”. Un ottimo lavoro, consigliato a qualunque appassionato di folk che voglia ascoltare qualcosa di diverso.

 

Andrea Spontoni
Laureato in musicologia presso l'università di Pavia, attualmente studia presso il Biennio di Nuove Tecnologie e Multimedialità del conservatorio di Trento. Appassionato di teatro, letteratura fantasy e cinema horror, come musicista si occupa soprattutto di musica elettronica. È dal 2013 tastierista della band Hard'n Heavy mantovana Overnight Sensation.