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ETICHETTA: Andromeda Relix

CITTÀ: San Giovanni in Persiceto (BO), Italia

GENERE: Heavy Metal Agreste

LINE UP:

  • Marcello Magoni (voci, chitarre, basso, varie ed eventuali)
  • Bruno Rubino (batteria)

Cavallo.

Quando sentiamo rumore di zoccoli, la nostra mente dovrebbe suggerire l'immagine di un cavallo. Invece capita che qualcuno - decisamente abituato a cercare retroscena anche quando non ce n'è motivo, più che altro perché non ci sono - cerchi di figurarsi una zebra.

Dopo il primo ascolto di questo Il Vomere Di Bronzo, in molti, anziché al cavallo, hanno pensato alla zebra.

L'impatto con il secondo lavoro del progetto creato da Marcello Magoni, Federico Negrini e Riccardo Balboni è infatti spiazzante: si inizia con Maiale, che offre una base primordialmente heavy con pregevoli stacchi e aperture melodiche su cui si snoda un'articolata linea vocale il cui testo descrive il destino di un appartenente alla razza suina raccontato in prima persona; giusto il tempo di riprendersi dall'iniziale stupore ed ecco che arriva il terzinato de L'Albero Della Poiana (primo videoclip estratto dal disco, seguito da quello della magnifica Mani Di Vecchi), il cui ondeggiare fra il serio e il faceto trasporta alla violentissima I Lupi Nel Grano, pratico esempio di come il moshing di rito newyorchese possa dare frutti anche nella pianura padana. Insomma, dopo un terzo dell'album ci si trova decisamente spaesati. Ma subito ci si accorge che non è la musica a sconvolgere, bensì i testi, dei quali solo in quel momento si realizza la fondamentale presenza: ironiche e crude, sognanti e dirette, le liriche dei Vade Aratro rimandano a quelle tradizioni dell'Italia contadina a suo tempo cantate da Pascoli e successivamente descritte da Guareschi, ovvero quanto di più lontano dai contenuti abitualmente trattati in ambito metal, fatta forse eccezione - almeno per quanto riguarda un certo orientamento filosofico - per i seminali autori della corrente Cascadiana del black metal. E solo entrando in quest'ottica si può comprendere appieno il concetto di «Heavy Metal Agreste» propugnato dalla band emiliana, che narra della vita di una campagna profonda, fatta di persone e animali, fede spirituale e fatalismo materiale, duro lavoro e riti ancestrali.

Anche musicalmente l'album mostra un'onestà assoluta, saldamente radicato nel thrash anni '80 con gustosi richiami per chi quei tempi li ha vissuti (Mercyful Fate, Primus, Adramelch, Faith No More, Anthrax, e… Aborti Mancati!) seppur penalizzato da una produzione decisamente grezza, magari adeguata all'approccio «rustico» del disco ma che in certi passaggi non rende giustizia all'ottimo lavoro svolto da Marcello Magoni (che, oltre alle parti vocali, si occupa di chitarre, basso e molto altro, e del quale vi consiglio il sito www.marcellomagoni.it al fine di ammirare le sue immense doti di scultore), da Bruno Rubino (deus ex machina dei siciliani Fiaba, qui in veste di batterista) e dai numerosi ospiti, fra cui spiccano Porz (Malnàtt), Simone Lanzoni (Eva Can't, Malnàtt, In Tormentata Quiete) e Giuseppe Brancato (Fiaba).

Il Vomere Di Bronzo è quindi un album che richiede un certo sforzo iniziale per essere apprezzato appieno (conoscere Angelo Branduardi o i Biglietto Per L'Inferno potrebbe aiutare…), ma che è in grado di reintrodurci in un mondo dal quale proveniamo, dimenticato dai più (anche a causa dell'inconcepibile smantellamento del sistema scolastico) ma che rappresenta quella Tradizione comunque presente in ognuno di noi anche se in parti infinitesimali, sedimenti sepolti che ci mantengono legati a epoche in cui le notizie viaggiavano a voce, le parole si scrivevano a mano, il tempo era scandito dal giorno e dalla notte e il mezzo di locomozione più diffuso era il cavallo, che si trattasse di viaggiare, trasportare un carico, andare in guerra o lavorare i campi.
Anche perché non si è mai visto un vomere trainato da una zebra.

 

GIUDIZIO: Villico.

VALUTAZIONE: 8/10

TRACKLIST:

  1. Maiale 4'10"
  2. L'Albero Della Poiana 4'53"
  3. I Lupi Nel Grano 4'53"
  4. Mani Di Vecchi 4'49"
  5. Caramelle 5'49"
  6. A Brusa La Vecia 6'53"
  7. TSOCS 2'59"
  8. I Coppi Del Tetto Della Chiesa Del Santo Giovanni 4'03"
  9. Viburno 4'26"
  10. Tramonto Con Formiche 4'20"
  11. Il Pane Selvaggio 4'55"
  12. Il Diavolo In Carrozza 3'58"

Luca Morzenti
Nato e cresciuto a Milano quando ancora c’erano i telefoni a gettone, ma residente da tempo in provincia di Brescia, ha esplorato l’universo musicale in ogni suo remoto angolo, dapprima come spettatore e successivamente come musicista, fonico, tecnico luci, promoter e road manager, fino all’attuale ruolo di giornalista/reporter. Collabora con riviste locali e nazionali scrivendo - oltre che di musica - di sport, letteratura, tecnologia e attualità. Quando non scrive, legge (almeno due libri a settimana), si diletta come correttore di bozze di libri non sempre entusiasmanti, scrive testi per musicisti di (in)dubbio valore e guarda qualsiasi partita di hockey su ghiaccio riesca a trovare in tv o sul web.