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ETICHETTA: Avantgarde Music

CITTÀ: Dunedin (Nuova Zelanda) / Malmö (Svezia)

GENERE: Epic/Atmospheric Black Metal

LINE UP:

  • Mike Wilson (basso)
  • Mike Lamb (batteria, chitarra, tastiere)
  • Chloe Bray (chitarra, flauto, voce)
  • Emilio Crespo (voce)

Dopo un interessante singolo pubblicato lo scorso anno, questo progetto che coinvolge musicisti provenienti dagli opposti del globo terracqueo (Svezia e Nuova Zelanda) arriva all’esordio sulla lunga distanza con un album composto da sette tracce che spaziano fra black e folk di matrice epic ma puntando verso una direzione ben precisa, come peraltro intuibile già dalla copertina che richiama chiaramente i lavori degli austriaci Summoning, la cui influenza è comunque meno presente rispetto a quella dell’inarrivabile Andy Marshall e dei suoi solo-projects Àrsaidh e Saor.

L’ottima opener Bound By Blood è rappresentativa di questa scelta, con una struttura che non disdegna accenni quasi «commerciali» per quanto riguarda le soluzioni melodiche. Con la successiva Heritage Of The Natural Realm l’andatura si fa decisamente più epica, mentre la presenza del flauto diventa la costante che caratterizzerà gran parte dei brani, risultando però in certi casi un po’ troppo ingombrante, con il rischio di appiattire le dinamiche di una tracklist di per sé piuttosto dinamica nel suo offrire un’equilibrata varietà di situazioni, con episodi potenti (Aeons Of Valor), eterei (The Pale Host) e pesanti (Homeward) fra i quali spicca la magnifica Trails Of The Earth, imponente cavalcata dall’incedere quasi maideniano (a mio avviso il brano migliore dell’album), fino ad arrivare alla conclusione che vede nella title track il brano più lungo del disco, con i suoi oltre 12 minuti (anche se la media è in generale piuttosto elevata) a raccogliere e concentrare quanto di buono e meno buono trovato in questa oretta di musica, non rivoluzionaria ma piacevole, non originalissima ma foriera di una certa personalità, talvolta un po’ statica (specie nelle parti di flauto) ma in grado di offrire interessanti spunti in prospettiva futura.

Questo Empires Of Ash si rivela quindi come un’opera prima di discreto valore e decisamente gradevole, anche se un giudizio definitivo sul progetto euro-oceanico va lasciato in sospeso almeno fino alla pubblicazione del secondo album. Le premesse per un capolavoro ci sono tutte: ora aspettiamo i fatti.

 

GIUDIZIO: Benaugurante.

VALUTAZIONE: 8/10 (buono)

TRACKLIST:

  1. Bound By Blood (6'41")
  2. Heritage Of The Natural Realm (9'20")
  3. Aeons Of Valor (7'59")
  4. The Pale Host (4'32")
  5. Homeward (9'15")
  6. Trails Of The Earth (7'43")
  7. Empires Of Ash (12'32")
Luca Morzenti
Nato e cresciuto a Milano quando ancora c’erano i telefoni a gettone, ma residente da tempo in provincia di Brescia, ha esplorato l’universo musicale in ogni suo remoto angolo, dapprima come spettatore e successivamente come musicista, fonico, tecnico luci, promoter e road manager, fino all’attuale ruolo di giornalista/reporter. Collabora con riviste locali e nazionali scrivendo - oltre che di musica - di sport, letteratura, tecnologia e attualità. Quando non scrive, legge (almeno due libri a settimana), si diletta come correttore di bozze di libri non sempre entusiasmanti, scrive testi per musicisti di (in)dubbio valore e guarda qualsiasi partita di hockey su ghiaccio riesca a trovare in tv o sul web.