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ETICHETTA: Steamhammer/SPV

CITTÀ: Gelsenkirchen (Germania)

GENERE: Thrash Metal

LINE UP:

  • Tom Angelripper (basso, voce)
  • Bernemann (chitarra)
  • Markus «Makka» Freiwald (batteria)

Nonostante stiano iniziando a emergere crepe nella sua immagine di leggendaria solidità, la Germania è ancora un simbolo di efficienza, di serietà, di affidabilità in qualsiasi ambito, nessuno escluso, caratteristiche che comunque non hanno mai inciso negativamente sulla creatività, sull'innovazione, sul progresso, pur esistendo esempi di come certe tradizioni si possano conservare nel tempo lasciando intatta la loro essenza. Uno di questi esempi registra le sue origini nell'ormai lontano 1981 a Gelsenkirchen, nel land della Renania Settenrionale-Vestfalia, e il custode di questa tradizione si chiama Tom Angelripper, da allora alla guida di un gruppo chiamato Sodom il quale, oltre ad aver contribuito alla creazione di uno stile insieme a gruppi come Kreator e Destruction, rimane a tutt'oggi uno dei punti di riferimento della scena thrash metal europea e mondiale, che negli ultimi tempi pare inoltre mostrare una rinnovata vitalità.

In 36 anni di carriera la band germanica ha logicamente attraversato alti e bassi, vivendo momenti di gloria (Persecution Mania, Agent Orange, ‘Til Deth Do Us Unite) e altri meno ispirati (Get What You Deserve, M-16, The Final Sign Of Evil), senza però mai perdere la propria identità, il proprio suono, le proprie caratteristiche, che vengono ribadite alla grande in Decision Day, quindicesimo album in studio della formazione di Gelsenkirchen, tornata in scena - a tre anni di distanza dal discreto Epitome Of Torture - in forma smagliante, con una formazione confermata e con un disco semplicemente esplosivo.

La struttura dell'album è ovviamente vicina ai classici canoni del thrash metal, seppur adeguato al ventunesimo secolo (soprattutto a livello di suoni, opera di Cornelius «Corny» Rambardt, amico e fan della band nonché batterista del progetto Onkel Tom), ma alla splendidamente ortodossa opener In Retribution si affiancano brani che mostrano influenze lontane dai rigidi schemi del genere, come la sorprendente Rolling Thunder, l'ottima title track, la granitica Strange Lost World o l'epica Sacred Warpath, che arricchiscono l'album senza però mai scadere nei patetici tentativi di ammiccare al nuovo pubblico ai quali talvolta gruppi storici ma ormai scoppiati ci obbligano ad assistere, soprattutto in studio ma anche (purtroppo) dal vivo. Certo, i contenuti sono in linea con lo stile della band, ma se si ascoltano i Sodom non occorre chiedere niente di più…

Infine, la confezione, che offre l'album in tre differenti formati (digipack, doppio LP + CD e un allettante boxset limitato a 1.000 copie disponibile solo per il mercato europeo) e che si presenta arricchita dalle grafiche opera di Joe Petagno, lo storico disegnatore noto per aver lavorato (oltre che con leggende del calibro di Led Zeppelin e Pink Floyd) con i Motörhead, per i quali ha disegnato le copertine sin dal primo album dopo aver creato il celeberrimo Snaggletooth, il quale sembra intravedersi nel Knarrenheinz che domina la front cover (e che traspare nel riff del brano Caligula).

Che altro dire? Questo Decision Day si colloca di diritto fra i migliori album targati Sodom e, almeno per quanto riguarda il piacere dell'ascolto, fra le migliori uscite datate 2016, un piacere che fa il paio con il constatare una volta di più che il thrash metal è ancora in ottima salute, realtà che vale sia per i nuovi gruppi che cercano di farsi largo nella scena, sia per i gruppi che hanno fatto la storia di questo genere e che, a più di 30 anni dall'esordio, riescono ancora a sfornare prodotti di qualità eccelsa. Gruppi che hanno ancora molto da insegnare e, probabilmente, da mostrare. Gruppi come i Sodom.

 

GIUDIZIO: Ostinato.

VALUTAZIONE: 9/10 (ottimo)

TRACKLIST:

  1. In Retribution (6'14")
  2. Rolling Thunder (4'22")
  3. Decision Day (4'03")
  4. Caligula (4'01")
  5. Who Is God? (4'35")
  6. Strange Lost World (4'59")
  7. Vaginal Born Evil (5'15")
  8. Belligerence (4'00")
  9. Blood Lions (3'17")
  10. Sacred Warpath (5'34")
  11. Refused To Die (4'27")
Luca Morzenti
Nato e cresciuto a Milano quando ancora c’erano i telefoni a gettone, ma residente da tempo in provincia di Brescia, ha esplorato l’universo musicale in ogni suo remoto angolo, dapprima come spettatore e successivamente come musicista, fonico, tecnico luci, promoter e road manager, fino all’attuale ruolo di giornalista/reporter. Collabora con riviste locali e nazionali scrivendo - oltre che di musica - di sport, letteratura, tecnologia e attualità. Quando non scrive, legge (almeno due libri a settimana), si diletta come correttore di bozze di libri non sempre entusiasmanti, scrive testi per musicisti di (in)dubbio valore e guarda qualsiasi partita di hockey su ghiaccio riesca a trovare in tv o sul web.