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ETICHETTA: Autoprodotto
CITTÀ: Valbondone (BG)
GENERE: Death Metal
LINE UP:

  • Alessio Moraschini (voce, chitarra)
  • Luca Gandelli (chitarra)
  • Marco Morandi (basso)
  • Vittorio Balicco (batteria)

Nel momento in cui, nell’ormai lontanissimo 1987, il mondo venne a conoscenza di un gruppo chiamato Death grazie all’album “Scream Bloody Gore”, tutti si resero conto che le cose nel mondo della musica non sarebbero più state le stesse.

Intervista ai Fake Mors a Questo Link 
La band guidata dal prematuramente scomparso Chuck Schuldiner (portato via da un tumore a soli 34 anni) è stata una delle poche a potersi vantare di aver letteralmente inventato un genere (il Death Metal, appunto), che partendo dalle coordinate tipiche del Thrash Metal si è poi allargato fino ad assumere sfumature talvolta molto distanti dalle strutture basilari del genere, aspetto che, comunque, ha interessato anche il gruppo fondatore (riascoltatevi “Human” e fatemi sapere…, ndr).

Anche i bergamaschi Fake Mors si inseriscono nel solco occupato dai gruppi che si rifanno alla lezione degli indiscussi maestri, come dimostrato dalle tracce contenute in questo esordio sulla lunga distanza, un blocco granitico che delinea precisamente il profilo della band, tecnicamente preparata e fautrice di brani lunghi e articolati (tutti mediamente prossimi ai cinque minuti), ma senza quella stucchevolezza autoreferenziale che ne pregiudicherebbe l’efficacia.

Le composizioni si snodano su linee conosciute per gli appassionati del genere, come emerge chiaramente già dall’accoppiata iniziale “Dot” / “You Die And I”: ritmi sostenuti, stacchi potenti, accelerazioni feroci, assoli importanti, cantati aggressivi, il tutto eseguito con una perizia ed un gusto tali da rendere difficile segnalare un brano piuttosto che un altro (anche se a chi scrive “Blew The Silence”, “Through A Lie” e “Skin Is Cold” sono piaciute particolarmente), e con l’ulteriore pregio di una produzione lievemente “cupa”, realizzata grazie a Tommy Talamanca (ricordate i Sadist?, ndr), che rafforza ancora di più il sapore eighties dei singoli pezzi. Sorprendente, infine, la bonus track “Your Faith In Blood”, a suo tempo pubblicata come singolo e più vicina a certe cose dei Sentenced che al Death vero e proprio, a dimostrazione delle grandi potenzialità di questa formazione che potrebbe cimentarsi senza troppi problemi anche in generi parecchio distanti dal Death Metal canonico.

Musicisti giovani e preparati, talento, idee: gli ingredienti necessari a preparare una ricetta musicale vincente ci sono tutti. Ora sta a questi ragazzi scegliere quale strada imboccare per raggiungere il futuro che li aspetta. Noi - per quanto possibile - cercheremo di accompagnarli.

GIUDIZIO: Perseverante.

TRACKLIST:

1. Dot (2'20")
2. You Die And I (5'26")
3. Blew The Silence (4'42")
4. Through A Lie (7'03")
5. Lake Of Tears (4'58")
6. The Illusionist (4'47")
7. Skin Is Cold (5'03")

Luca Morzenti
Nato e cresciuto a Milano quando ancora c’erano i telefoni a gettone, ma residente da tempo in provincia di Brescia, ha esplorato l’universo musicale in ogni suo remoto angolo, dapprima come spettatore e successivamente come musicista, fonico, tecnico luci, promoter e road manager, fino all’attuale ruolo di giornalista/reporter. Collabora con riviste locali e nazionali scrivendo - oltre che di musica - di sport, letteratura, tecnologia e attualità. Quando non scrive, legge (almeno due libri a settimana), si diletta come correttore di bozze di libri non sempre entusiasmanti, scrive testi per musicisti di (in)dubbio valore e guarda qualsiasi partita di hockey su ghiaccio riesca a trovare in tv o sul web.