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ETICHETTA: Nementon Records
CITTÀ: Bari
GENERE:
Pagan Death Metal
LINE UP:

  • Phanaeus : Voce e testi
  • Vandrer : Chitarra
  • Auros: Chitarra
  • Eruner : Basso
  • Wolf : Batteria

 

La chitarra a zanzara risuona frenetica, come voce d'un vento di tempesta che attende la notte per soffiare violento tra gli alberi. Poi una seconda chitarra si aggiunge a darle forza. Ed infine entra la batteria, ed è come se una terribile bufera fosse definitivamente calata sul mondo.

Sono queste le prime immagini che mi si materializzano in mente ascoltando l'inizio di Evoked By Light, prima traccia di Realms Of The Untold.

L'album costituisce l'ultima fatica discografica dei baresi Vinterblot. Con questo lavoro la band prosegue lungo la strada già tracciata col precedente Nether Collapse: quella di un viking metal freddo e diretto, macchiato qua e là da sottili influenze funeral e black ambient. Ma, nonostante si possano intuire molti i richiami stilistici ai grandi nomi del black del passato, la band riesce comunque a marcare il proprio lavoro con uno stile personalissimo e decisamente moderno.

E, anche grazie alle mani di un mostro sacro del metal e del rock come Dan Swanö dietro alla console, nella musica dei Vinterblot ogni elemento trova il suo preciso posto: le chitarre fortemente distorte e riverberate di Vandrer e Auros, il growl profondo e gutturale di Phanaeus, la batteria di Wolf e il basso di Eruner, fusi in una sezione ritmica fredda, precisa e brutale… Il sound dei Vinterblot riesce così a poggiarsi saldamente su riff massicci e brutali, passando fluidamente in occasionali passaggi più eterei e armosferici.

Ma una delle caratteristiche principali dei Vinterblot è la forte linearità melodica, che emerge da un growl preciso e musicale; e dai fraseggi delle chitarre a zanzara che danno sfoggio di sé in Unveiling The Night's Curtain e Frostbitten.

La band arriva anche a concedersi un piccolo intermezzo acustico, con …Of Woods And Omen, breve traccia di tre minuti e mezzo. Vuoi per la propria forma musicale, vuoi per la propria posizione nell'album, la traccia sembra rievocare vagamente la Mayhem Without Mercy dei Venom di Welcome To Hell, ed è da notare come l'espediente di inserire nel mezzo dell'album intermezzi strumentali sia già stato usato dai Vinterblot anche nel precedente Neither Collpase. Una scelta che permette alla band di mostrare la propria versatilità musicale. Ma dopo questo momento di rilassatezza ecco esplodere Stone Carved Silence, pezzo che dopo pochi secondi vede la batteria lanciata in uno spietato riff metal a base di blast beat. Ma il pezzo si caratterizza anche per i giri doom, che colorano il brano di tinte funeree e inesorabili. Linea su cui si terrà anche la conclusiva Throne Of Snakes.

In tutto questo, i testi dei Vinterblot rifletto sugli aspetti più oscuri dell'animo umano, lanciandosi in veementi invocazioni a divinità pagane o ad oscure forze della natura (Emblematici sono titoli come The Summoning o Vagrant Spirits In A Mysthic Rainfall).

Nel complesso, sembra che i Vinterblot abbiano imparato molto dal Black Metal di vecchia scuola (facile immaginare che nomi come Satyricon o Emperor possano essere tra i principali punti di riferimento della band). E diligentemente hanno rielaborato la lezione dei maestri, per giungere a maturare uno stile che fa onore alla mai abbastanza riconosciuta scena extreme-metal del sud-Italia.

Andrea Spontoni
Laureato in musicologia presso l'università di Pavia, attualmente studia presso il Biennio di Nuove Tecnologie e Multimedialità del conservatorio di Trento. Appassionato di teatro, letteratura fantasy e cinema horror, come musicista si occupa soprattutto di musica elettronica. È dal 2013 tastierista della band Hard'n Heavy mantovana Overnight Sensation.