5 1 1 1 1 1 Rating 5.00 (3 Votes)

ETICHETTA: Sliptrick Records

CITTÀ: Bologna

GENERE: Symphonic Metal

LINE UP:

  • Debora Ceneri (voce)
  • Michele Di Lauro (chitarra)
  • Fausto De Bellis (basso, chitarra)
  • Pasquale Barile (tastiere, synth)
  • Simone Spolzino (batteria, growl)

La scena musicale symph (nostrana) propone costantemente nuove band talentuose. Oggi diamo spazio ai Revenience, giovane band emergente bolognese (con una "leggera" influenza dalla provincia di Foggia). La band, al suo primo album, propone delle sonorità gothic-symphonic con degli interessanti esperimenti new wave. Ma andiamo nel dettaglio e analizziamo meglio Daedalum.

Cominciamo subito con In a Landscape of Winter. Questo brano introduttivo esclusivamente strumentale manda immediatamente un forte segnale, sintomo del fatto che la band punta in alto sin dal primissimo momento con le sue atmosfere create con synth e cori,
Blown Away By the Wind parte graffiante e sensuale, per poi lasciarsi andare in un bridge puramente sinfonico e molto gradevole. Molto bello il contrasto tra la voce di Debora Ceneri e Simone Spolzino che alternano pulito e growl perfettamente. Shamble è la mia preferita. Orecchiabile e piacevole. Potrebbe essere tranquillamente un brano radiofonico e riscuotere parecchio successo.
Flail è dark ed inquietante. Atmosfere a metà tra gothic e new wave nell’incipit che si perdono in un bridge frenetico alimentato dal growl di Spolzino. Lone Island rappresenta l’isola tranquilla e malinconica a metà dell’album. Le tastiere delicate e la voce soave trasportano l’ascoltatore su una nuvola di emozioni. Apprezzo la capacitá della Ceneri di sostenere note basse senza utilizzare una voce eccessivamente scura, per poi passare a note più alte senza perdere di dolcezza. A Maze parte con un'introduzione che definirei symph - prog. All’inizio pensavo fosse un brano di riempimento, ma devo ammettere che prende un sacco. Si sente come la chitarra e le voci si siano incattivite rispetto ai brani precedenti, e la cosa ci piace.
Revenant rappresenta un ottimo mix di atmosfere/suoni e voci. Bello l’intro di violoncello, bella anche la voce più scura che in questo caso ci sta molto bene. Non è un brano che prende per grinta, ma piuttosto trasporta l’ascoltatore in una sorta di mondo ovattato.
Per finire, Not my Choice e Shadows and Silence sono due brani piuttosto gradevoli, in cui si sente ancora l’utilizzo sperimentale di suoni symphonic mixati con sonorità new wave, senza fare a meno del sempre presente pianoforte.
Questi giovani “bolognesi” sono talentuosi. Le tastiere di Barile e le chitarre di Di Lauro fanno un ottimo lavoro nello strutturare il brano senza caricarlo di inutili virtuosismi. Allo stesso tempo, alcuni suoni non sono perfettamente riusciti e appaiono leggermente innaturali. Niente che non possa essere facilmente sistemato.
L’album promette bene per il futuro della band. Ci sono ancora alcune imprecisioni e qualcosa da migliorare col tempo, ma niente da correggere effettivamente. Apprezzo la scelta di introdurre delle parti in growl e di suoni più dark per evitare l’effetto Nightwish. Ci fa sempre piacere vedere band locali promettere così bene. Da vedere live.

 

VOTO: 7.5/10

TRACKLIST:

  1. In a Landascape of Winter 02'37"
  2. Blown Away by the Wind 04'11"
  3. Shamble 04'00"
  4. Flail 05'21"
  5. Lone Island 04'00"
  6. A-Maze 05'22"
  7. Not My Choice 04'46"
  8. Revenant 02'37"
  9. Shadows and Silence 07'06"
Mariapia Campanella
Antropologa pugliese di nascita, svedese di adozione, mi diletto a gorgheggiare nel microfono quando non devo salvare renne che cercano di buttarsi sotto il mio treno. Prediligo il gothic e il symphonic, ma ho un debole per le band capellone anni '80 e per le cornamuse a festa fino all'alba.