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ETICHETTA: Megaforce

CITTÀ: New York (USA)

GENERE: Thrash Metal

LINE UP:

  • Joey Belladonna (voce)
  • Frank Bello (basso)
  • Charlie Benante (batteria)
  • Jonathan Donais (chitarra solista)
  • Scott Ian (chitarra ritmica)

Se per «maturità» intendiamo quella condizione che sancisce il pieno possesso delle proprie capacità (siano esse intellettuali, morali o fisiche) potremmo dire che il nuovo album intitolato For All Kings rappresenta per gli Anthrax l'album della maturità.

Certo maturare ad oltre di 50 anni di età e con una carriera più che trentennale arrivata al dodicesimo album (senza dimenticare la pletora di singoli, ep, live, compilation e video) e caratterizzata da passaggi fondamentali dal punto di vista artistico (dalla personalissima e innovativa interpretazione del thrash metal fino al coraggioso esperimento di Bring The Noise insieme ai rappers Public Enemy) potrebbe sembrare un po' tardivo, ma in questo caso la «maturità» si riferisce all'equilibrio raggiunto dalla band newyorkese, uno stato di grazia piuttosto raro da trovare in ambito musicale, specialmente se l'artista in questione rappresenta una delle colonne portanti di un intero movimento. Non è raro, purtroppo, imbattersi in vecchie glorie che - magari dopo una triste reunion annunciata come un evento epocale - si riducono ad essere la cover band di sé stessi, senza idee, senza energie, spesso senza più neppure i mezzi fisici per affrontare un concerto; in questo caso, invece, abbiamo a che fare con una band la quale, pur attraversando alti e bassi, non si è mai fermata, ma soprattutto ha costantemente cercato di rinnovare un'impronta sonora tanto personale da poter a lungo andare rivelarsi limitante. E sta proprio qui l'equilibrio di cui parlavo, che si traduce in un album in cui gli Anthrax sono riusciti a concentrare il meglio delle loro capacità, della loro esperienza, del loro modo di intendere e suonare heavy metal.

L'apertura affidata all'accoppiata Impaled/You Gotta Believe - quasi otto minuti fra intro e brano - offre infatti una struttura tipicamente Anthrax arricchita da passaggi più elaborati, delineando quella che sarà la struttura dell'intero album, cioè un succedersi di pezzi in grado di affinare al meglio quanto prodotto nei due periodi che hanno contrassegnato la carriera del gruppo statunitense, il primo caratterizzato dalla voce di Joey Belladonna e il successivo da quella di John Bush. Se quindi tracce come la title track, Evil Twin, Defend Avenge (piovuta direttamente dalla fine degli anni '80) e Zero Tolerance rimandano ai canoni classici della band (sia chiaro: Among The Living resta un disco inarrivabile), ve ne sono altri (Monster At The End, la strepitosa Blood Eagle Wings, All Of Them Thieves, This Battle Chose Us) che risentono maggiormente l'influsso della seconda incarnazione di quello che - all'atto pratico - resta comunque l'elemento più convincente fra i cosiddetti «big four», essendo i Metallica ridotti in una condizione imbarazzante da ormai vent'anni (Death Magnetic è stato un fortunato episodio…), gli Slayer che senza Hanneman non potranno più essere la stessa cosa e i Megadeth che si limitano a lavorare di mestiere (anche se l'ultimo Dystopia non è poi così male).

Nella lunga tracklist non mancano comunque episodi sorprendenti, come la magnifica Breathing Lightning - un brano il cui ritornello avrebbe potuto salvare l'ultimo pallosissimo album dei Dream Theater (non sto scherzando!) - e una Suzerain forte di una solida struttura nella quale sono inseriti entusiasmanti richiami a sonorità lontanissime da quelle tipiche del thrash metal, il tutto interpretato da un Joey Belladonna in superba forma sostenuto da una devastante sezione ritmica Ian/Bello/Benante e con un eccezionale Jonathan Donais, che non fa rimpiangere l'assenza né di Rob Caggiano né tantomeno di Dan Spitz, unico componente originale a non far parte della formazione (se si esclude il fugace passaggio di Neil Turbin).
Lo so: siamo solo a febbraio e parlare di album dell'anno è quantomeno prematuro, anche solo in previsione delle uscite annunciate per il resto di questo 2016.

Eppure...

 

GIUDIZIO: Sovrano.

VALUTAZIONE: 10/10 (ottimo)

TRACKLIST:

  1. Impaled (1'32")
  2. You Gotta Believe (6'01")
  3. Monster At The End (3'56")
  4. For All Kings (5'01")
  5. Breathing Lightning (5'38")
  6. Breathing Out (0'56")
  7. Suzerain (4'53")
  8. Evil Twin (4'41")
  9. Blood Eagle Wings (7'53")
  10. Defend Avenge (5'14")
  11. All Of Them Thieves (5'15")
  12. This Battle Chose Us (4'53")
  13. Zero Tolerance (3'49")
Luca Morzenti
Nato e cresciuto a Milano quando ancora c’erano i telefoni a gettone, ma residente da tempo in provincia di Brescia, ha esplorato l’universo musicale in ogni suo remoto angolo, dapprima come spettatore e successivamente come musicista, fonico, tecnico luci, promoter e road manager, fino all’attuale ruolo di giornalista/reporter. Collabora con riviste locali e nazionali scrivendo - oltre che di musica - di sport, letteratura, tecnologia e attualità. Quando non scrive, legge (almeno due libri a settimana), si diletta come correttore di bozze di libri non sempre entusiasmanti, scrive testi per musicisti di (in)dubbio valore e guarda qualsiasi partita di hockey su ghiaccio riesca a trovare in tv o sul web.