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ETICHETTA: Musea Records
CITTÀ: Milano
GENERE: Heavy/Progressive Metal
LINEUP:

  • Marco Cantoni (voce)
  • Antonio Rubuano (chitarra)
  • Paolo Musazzi (chitarra, synth)
  • Cesare Ferrari (basso)
  • Paolo Biocchi (batteria)

Il progetto Cyrax nasce nel 2012 dalla volontà del cantante Marco Cantoni, che insieme ai due chitarristi inizia a scrivere i brani che andranno a comporre “Reflections”, EP composto da sette tracce che prende forma con l’aggiunta alla formazione degli attuali bassista e batterista, che si uniscono al trio all’inizio del 2013.

Il disco viene registrato al RecLab studios da Matteo Bolzoni e Larsen Premoli: quest’ultimo, membro dei Fire Trails di Pino Scotto, compare anche come guest all’interno del disco, occupandosi delle tastiere. Il combo presenta una combinazione di elementi metal, power, progressive ed elettronici che generano un mix particolarmente originale.

Il primo pezzo, “Doom Against True Hell”, presenta fin da subito una forte componente elettronica, particolarmente evidente nell’intro e nell’outro della canzone: nella parte centrale invece esplode improvvisamente la potente e pulita voce di Marco, supportata da cori e chitarre dalla forte impronta melodica, mentre la sezione ritmica svolge il suo lavoro con precisione serrata.

“My Kingdom for a Horse” è invece un pezzo più tipicamente heavy, arricchito da numerosi elementi power e qualche influenza prog – ancora una volta interessante il lavoro svolto sulle line vocali, arricchite da voci femminili, cori e armonizzazioni del bravo Davide di Stefano.

Continuando con l’ascolto, “The Moor Of Venice” si presenta fin da subito con un’impronta fortemente progressive, atmosfere in cui i nostri dimostrano di destreggiarsi in modo davvero apprezzabile. Il pezzo si caratterizza per una grande quantità di ritmiche, arrangiamenti curati, progressioni originali e mai banali in termini di accordi e un eccellente lavoro tastieristico. Ancora una volta viene lasciato spazio ad arrangiamenti quasi orchestrali a livello vocale. L’effetto di mescolanza prodotto dall’incrocio di timbriche ed elementi power metal con il progressive risulta davvero sorprendente, creando un pezzo molto interessante.

“Fight” è il pezzo centrale del disco, e si apre in modo quasi epico, con le chitarre a farla da padrone: ben presto l’incedere di batteria e basso torna su territori ben più vicini al power, e le chitarre si adeguano, tornando groovy e aggressive, lasciando spazio alla voce di Cantoni che appare nelle sue vesti più aggressive e abrasive. L’intermezzo clean nel mezzo risulta particolarmente azzeccato. Pregevole, soprattutto nella parte finale, la prestazione vocale del singer.

“Thunderlight” ci riporta su territori più orientati al prog, anche se le sfuriate power continuano a essere ben presenti. L’introduzione è piuttosto lunga, e ancora una volta dimostra la capacità dei chitarristi di intrecciarsi alla perfezione col lavoro tastieristico di Premoli per originare stacchi acustici molto gradevoli. Il fatto che l’intero pezzo sia strumentale, e nonostante questo rimanga comunque interessante, va ad accrescere ulteriormente il merito dei musicisti nel tradurre in musica idee e immagini.

“Last Call”, il penultimo pezzo del disco, è introdotto da una lunga introduzione corale, che sfocia in un pezzo molto groovy in cui il basso la fa da padrone, sorreggendo col suo groove il cantato molto epic-power di Cantoni. Le atmosfere date dalla tastiera e le armonie delle chitarre, leggermente in disparte ma molto preziose, contribuiscono a donare la giusta atmosfera al pezzo. Da segnalare il pregevole assolo di tastiera nella parte centrale, e lo stacco davvero azzeccato e rilassante che lo segue, dove le chitarre e il basso si intrecciano alla perfezione. Il finale assume toni quasi cinematici, rendendo il pezzo uno dei più completi e orchestrali dell’intero disco.

“Feel The Essence Of Blues”, l’ultimo pezzo in scaletta, riserva una grossa sorpresa. Si apre infatti con una lunga parte strumentale dal sapore – come si può evincere dal titolo – decisamente blues, con suoni e atmosfere che rimandano a parecchi decenni fa. Il cantato si intreccia sorprendentemente bene con queste soluzioni, così le chitarre a cui viene concesso decisamente meno gain rispetto ai pezzi precedenti. In evidenza basso e batteria, che supportano alla perfezione l’impianto ritmico del pezzo e i diversi intermezzi elettronici che tornano a comparire con più frequenza verso la fine del brano.

Nel complesso, “Reflections” dei Cyrax può essere giudicato un buon lavoro, meritevole soprattutto per il coraggio di certe scelte stilistiche e per l’audacia nel presentarle una accanto all’altra, oltre che per la pulizia esecutiva e per la cura delle parti più propriamente progressive, davvero intriganti.  Come sempre accade quando si parla di band che mischiano più generi, il confine tra originalità e incoerenza della proposta è labile, e in alcuni punti i Cyrax rischiano di risultare poco chiari. Senza dubbio però le buone idee ci sono, nel prossimo capitolo sapranno sicuramente renderle ancor più amalgamate per un risultato di eccellenza.

TRACKLIST:

  1. Doom Against True Hell
  2. My Kingdom for a Horse
  3. The Moor of Venice
  4. Fight
  5. Thunderlight
  6. Last Call
  7. Feel the Essence of Blues