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Nelle prossimità del romantico e suggestivo castello di Malpaga (Cavernago) di BG - eretto dal glorioso condottiero cinquecentesco Bartolomeo Colleoni - viene allestita la pulsante Festa Giovani, interamente avocata alle nuove realtà della scena emergente Folk-Metal italiana durante la serata del 2-8-2013. Una bella kermesse invasa non solo dai nostalgici dell’ultimo Fosch Fest - ormai alla quinta edizione - ma anche da un numero abbastanza consistente di incuriositi e partecipi famiglie, ragazzi e giovani di tutte le età.

Attorno alle 19,30 ad alzare il volume sono i VALLORCH, che prendono il nome da un villaggio cimbro del Cansiglio. Reduci da un’esperienza di caratura mondiale – al pari del Metaldays di Tolmin, Slovenia – in cui hanno raccolto fioccanti consensi dall’audience, i veneziani tentano di unire a pesanti vocalizzi e riff di chitarra di natura spiccatamente Death-Metal l’anima più sinfonica della voce di Sara, vera trascinatrice del gruppo che presenta Voices of North e Cor Ui Vallorch come pezzi tratti dal primo EP Stories of North. Mentre il set sfodera più maturità in Fialar, Sylvan Oath e The End, dal primo recente full-lenght Neverfade. Brillante è il gioco violino-voci pulite-flauto che raggiunge straordinari livelli di epicità e di evocatività di stampo Folk-Metal. Davvero un piacere riammirare qui a Bergamo una band ricchissima di idee fin dagli esordi e che stupisce per sfoggiare una sapienza già molto profonda vista la loro giovane età. Meritano tutto il caldo appoggio del pubblico, ricambiato dalla loro cordialità e umiltà. Proposta degli ultimi anni da tenere sotto d’occhio!

Spazio agli ANTHOLOGIES. Evidente è l’influenza Gothic-Doom Metal negli incalzanti groove di batteria, marcati muri di chitarra e acidi-possenti vocalizzi emessi da Alessandro. Ma ai novaresi va ascritto il pregio di inserire curiose incursioni Folk-Metal, come viene evidenziato da un look di corni e face-painting guerrieri e soprattutto da tematiche legate a leggende tradizionali nei testi di Betray me, Paura del demonio - cavallo di battaglia dell’intero set - No brain e Under the Skin of Mankind. On stage il quintetto appare bello energico e deciso a creare effetti suggestivi allo stesso tempo. Forti di concerti che li hanno visti affiancare Finntroll, Alestorm ed Eluveitie - attraverso un continuo e accurato studio e sfruttamento delle proprie potenzialità - gli Anthologies procedono gradualmente alla riscoperta di generi storici spesso dimenticati rivisitandoli in chiave più recente. Un libro vecchio e impolverato...ricco di magie da sfoderare.

Non si fanno attendere gli ULVEDHARR. Accolti da striscioni e assi di legno forgiati del loro nome, i paladini di Clusone intendono fin da subito irrompere sulla scena sparando il Thrash-Death Metal di War is in the Eyes of Berseker, Lindis Farne e Battle For Asgard. Il possente vocalist Ark e il chitarrista Viso si rivelano bestie da palco aizzando il pubblico a violenti scream e growl sporadici. Allo stesso tempo divertenti siparietti fanno da intramezzo tra un brano e l’altro, coprendo anche il piccolo disguido della rottura della cordiera del rullante di Mike. Finalmente il pubblico numeroso si scalda al punto giusto per un’invasione di palco a cantare a squarciagola i ritornelli di Onward to Valhalla. Ad addolcire gli animi è poi la collaborazione con le armoniche corde vocali di Lisy degli Evenoire - in forma smagliante – a Harald Harfagri, altra canzone tratta da Swords of Midgard. Alcuni mosh pit dipingono lo sfondo dell’esibizione d'impatto degli Ulvedharr, i quali dimostrano di saper dominare una schiera di fan che li segue ormai dalle cime dell’alta bergamasca fino alla piane della bassa provincia: un autentico esercito!

Ore 22,30. Headliner della calda notte sono i KALEVALA. La fiaba della “terra degli eroi” nasce da racconti orali secolari di un poema finlandese, decantato da antichi sciamani e tramandato ai giorni nostri dai menestrelli di Parma. Oltre 15 anni di sospensione tra il reale ed il leggendario sono rievocati da un peculiare e inaspettato sodalizio tra un Rock grezzo di reminiscenza anni ’70 e accattivanti spunti in puro stile Folk. Time Bandits e Buildin' a Cromlech - estratte da Musicanti di Brema - fanno riecheggiare l’arena, che conosce a memoria tutte le strofe. Il chitarrista Daniele Zoncheddu si abbandona a narrare la storia di una vecchia che ha ucciso a coltellate il figlioletto e confessa il crimine alla polizia, il che gli costa l’impiccagione secondo la legge. Mentre il pubblico del Folk-Metal Fest se la ride di gusto, agli storici l’arduo compito di indagare su questa singolare presentazione di Weila Waila. Forgiati poi di un cappello napoleonico, l’esercito emiliano marcia solenne in fila verso Waterloo. S’i fosse foco, ardente e gagliardo sulla falce brancata da Simone Casula, cantante e trascinatore dello show, riporta in vita lo spirito del monumentale scrittore senese Cecco Angiolieri. Nel giubilo generale, Come Dio Comanda e U' Golema spingono i fan alle ultime battute di mani a ritmo e a vari trenini. Tra la melodiosa fisarmonica ed il dolce flauto di Dario Caradente sono felici nozze d’oro per i palati musicali. Musicanti di Brema è la colonna sonora di quasi 75 minuti colmi di tanta allegria e divertimento. “Allora, come va Malpaga?”, “That’s Folk-Metal friends!”

KALEVALA’S SETLIST:

  • Brian Boru's March
  • S'i fosse foco
  • Folk Metal Baby
  • Buildin' a Cromlech
  • Waterloo
  • Weila Waila
  • Skrimshander
  • Donald wears your trousers
  • Time Bandits
  • Worlds End Inn
  • There and Back Again
  • Galway Races
  • Ballo in fa diesis minore
  • Supernaut
  • Come Dio comanda
  • Molly Malone
  • U'Golema
  • Musicanti di Brema

Volge così al termine la prima edizione del Malpaga Folk-Metal Fest. Si ringraziano vivamente l'organizzatore Richard Milella – già promotore del Gods of Folk di Casalromano 2012 (MN) - che si è offerto di patrocinare la serata, ed il Comune, il quale ha messo a disposizione parcheggi diffusamente ampi, ingresso gratuito, birra e cibo ottimi ed a prezzi abbordabili. Un altro enorme applauso meritato è indirizzato ai volontari che - con un alacre lavoro - hanno contribuito a rendere l'intera Festa Giovani così accogliente. La marmaglia affezionata al Folk-Metal è destinata ad ampliarsi sempre più, travolgendo nuovi appassionati ed invadendo nuove fantastiche serate. All'anno prossimo! STAY FOLK \m/

Andrea Bosio
Author: Andrea Bosio
Strenuo fan del metal underground italiano e straniero, sempre in cerca di nuove band da ascoltare e conoscere di persona ai live. Dal 2012, racconta i festival a cui partecipa su IronFolks.