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Il successo del Live Club di Trezzo sull’Adda (MI) proviene dal fatto di saper riporre una particolare e costante attenzione alla variazione e all’aggiornamento della sua proposta artistica. In oltre venti anni di attività, la venue si è così costruita una reputazione di assoluta eccellenza ingaggiando gli artisti più in vista del Pop, del Rock e dell’Heavy Metal. E il 01/12/2017 sarà ricordato come il giorno di una delle tappe di un tour il quale sta sbancando i botteghini di decine di locali in tutta europa. Stiamo parlando infatti della data del trittico di superstar del Thrash Metal che comprende i Death Angel, gli Annihilator e i Testament!

 

Death Angel

I Death Angel devono saldare quel debito che hanno contratto col pubblico del Colony Open Air 2017 dove hanno suonato per una mezzora scarsa a causa di problemi di logistica. Attorno alle 20 si spengono le luci e la sala già gremita inizia a incitare la formazione di San Francisco. Nel buio si scorgono solo i tasti illuminati di rosso della chitarra di Ted Aguilar. E i Golden State Thrashers irrompono brutalmente sul palco sulle note di Father of Lies. Si va via subito con The Dream Calls for Blood e ancora l’immancabile Claws in So Deep su cui l’agguerrito Rob Cavestany esalta a pieno le sue doti tecniche. Mark Osegueda è rimasto ancora col cuore e la mente negli anni ’80. Dopo il suo discorso con cui richiama i presenti a sfogare la propria rabbia, parte l’acclamata Mistress of Pain dell’ormai leggendario The Ultra – Violence. Il breve set di 40 minuti si chiude con The Moth, l’opening track dell’ultimo sforzo discografico chiamato The Evil Divide. Volano plettri e five – five con gli accaniti della front row e il palco viene smontato in vista dell’atto secondo.

Death Angel’s Setlist:

  1. Father of Lies
  2. The Dream Calls for Blood
  3. Claws in So Deep
  4. The Ultra – Violence (Opening Riff) + Thrown to the Wolves
  5. Mistress of Pain
  6. The Moth

Annihilator

Come da vocabolario del Thrash Metal canadese, il termine Annihilator è sinonimo del termine Jeff Waters. Il presunto manager musicale spietato nonché licenziatore di collaboratori dimostra di sapere tenere botta alla grande in sede live. Il frontman sfoggia la sua grande abilità tecnica che è fatta di scale ad altissima velocità, riff taglienti e arpeggi melodici. Lo stesso cerca sempre la complicità di Aaron Homma sugli acclamati pezzi di Set the World on Fire, Welcome To Your Death e l’evergreen Alison Hell. Sempre il leader spiega come fare il corretto spelling del monicker della band, ringrazia i Testament per averli portati assieme in tour nell’89 e rende omaggio ai fan che stanno supportando gli Annihilator all’interno di questo “Bay Area Sandwitch of Thrash Metal”. Lo spettacolo di 50 minuti è assolutamente di portata maestosa per merito anche dei nuovissimi brani come One to Kill e Twisted Lobotomy. Un’ultima nota positiva è data dal pubblico il quale si è fatto sentire in modo decisamente più caloroso rispetto a durante lo show dei Death Angel.

Annihilator’s Setlist:

  1. Crystal Ann (Intro) + One to Kill
  2. King of the Kill
  3. No Way Out
  4. Set the World on Fire
  5. Welcome To Your Death
  6. Twisted Lobotomy
  7. Alison Hell
  8. Human Insecticide
  9. Phantasmagoria

Testament

Lo stage viene completamente riallestito con un nuovo backdrop, una doppia rampa di scale e i cannoni dei fumi scenici: è giunta l’ora dei Testament! Il locale stracolmo di appassionati non vede l’ora di assistere allo spettacolo della Chuck Billy Society. Appare dietro le pelli Gene Hoglan e la sala rimbomba con un’ovazione da stadio. Quando entrano tutti i restanti membri della lineup di San Francisco, la festa ha ufficialmente inizio. Il quartetto mortale composto da Brotherhood of the Snake, Rise Up, The Pale King e More Than Meets the Eye scuote un parterre già presissimo il quale accompagna Chuck Billy nei ritornelli parola per parola. Attesissimi sono i successi del passato quali Into the Pit, Eyes of Wrath, Souls of Black e The New Order. Il gruppo prende l’occasione anche per offrire qualche chicca presentata raramente negli show europei, come Low. La scaletta ricalca l’intera parabola creativo - stilistica del quintetto e va a chiudersi con un encore memorabile grazie a Practice What You Preach, Disciples of the Watch e Over the Wall. La prova tecnica è stata semplicemente di livello mostruoso ed è stata suggellata da ben quattro assoli che ci sono stati regalati rispettivamente da Alex Skolnick, Eric Peterson, Gene Hoglan e Steve di Giorgio. Le uniche note dolenti dello spettacolo sono state un volume eccessivo del doppio pedale lungo i primi brani e l’intermittenza di alcuni suoni provenienti dalle casse durante gli ultimi pezzi. L’orologio segna le 00.30 e il Live Club va pian piano svuotandosi nel mezzo della marea di applausi.

Testament’s Setlist:

  1. Intro + Brotherhood of the Snake
  2. Rise Up
  3. The Pale King
  4. More than Meets the Eye
  5. Centuries of Suffering
  6. Alex Skolnick’s Solo + Electric Crown
  7. Into the Pit
  8. Low
  9. Stronghold
  10. Throne of Thorns
  11. Eric Peterson’s Solo + Eyes of Wrath
  12. Gene Hoglan’s Solo + First Strike is Deadly
  13. Steve Di Giorgio’s Solo + Urotsukidôji
  14. Souls of Black
  15. The New Order
    Encore:
  16. Practice What You Preach
  17. Disciples of the Watch
  18. Over the Wall

La serata è stata grandiosa, anzi memorabile. Tutti gli show sono stati all’altezza delle aspettative dal punto di vista sia tecnico sia emozionale. L’affluenza del pubblico è stata altrettanto ottima tanto da far pensare a un de facto sold – out. E non possiamo fare altro che sperare che altri package tour di questa portata tocchino ancora il Live Club. Tenete d’occhio la programmazione delle serate!

Andrea Bosio
Author: Andrea Bosio
Strenuo fan del metal underground italiano e straniero, sempre in cerca di nuove band da ascoltare e conoscere di persona ai live. Dal 2012, racconta i festival a cui partecipa su IronFolks.