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Il Fosch Fest ha deciso di cambiare il suo orientamento di festival dedicato prettamente alle sonorità Folk/Viking Metal allo scopo di attirare almeno una parte di quel pubblico che assiste ai rinomati festival europei. Dopo il riscontro ottenuto dall’aver inserito i Carcass e i Satyricon nel bill del 2015, quest’anno la società Fosch Fest Media punta ancora più in alto ingaggiando una schiera di nomi al pari di Fleshgod Apocalypse, Destruction, Sacred Reich, At The Gates, Anthrax, Enslaved e Korpiklaani.

Attorno alle ore 17 di venerdì 22 luglio le porte aprono e i già numerosi metallari corrono verso le casse per farsi rilasciare la Fosch Pay: la tessera con cui si possono acquistare cibo e bevande. Nel giro di due ore le code si sono allungate a dismisura per decine di metri fino ad arrivare al centro della piana dove è posizionato il mixer. La novità della Fosch Pay ha purtroppo generato oggi una certa confusione con persone che non ne comprendono il funzionamento e si assembrano attorno ai punti di ritiro dei piatti ignorando l’ordine della fila. I ragazzi dello staff hanno comunque proceduto a soddisfare tutte le richieste in modo cortese lavorando a ritmi serrati per tutto il giorno.

Alle 19 i Rise of Tyrants inaugurano i concerti. Nel giro di cinque anni la band si è guadagnata un posto interessante nella scena underground della provincia di Bergamo e vanta un’apparizione live in apertura ai Necrodeath così come un tour in Romania di spalla ad Asphyx e Tankard. Oggi la band spara le sue bordate Death/Groove Metal con pezzi come To Desecrate e Never Relent che sono tratti dal primo cd Trauma. E vengono anche presentati dei brani ancora da registrare in studio al pari di Freakshow e di Proud Like Baboons. Il quartetto mostra caparbietà e si ritrova sotto le transenne un gruppo di ragazzi invasati che mantiene il mosh per quaranta minuti.

Seguono gli A Tear Beyond. I vicentini si inseriscono lungo un filone di sonorità Gothic/Industrial Metal che oscillano perennemente tra dei sensi di tipo esoterico, evocativo e psichedelico. Questo è l’effetto raggiunto dai vecchi brani By Tears and Sand, Lullaby for My Grave e Embraced in Hell e dalle più recenti canzoni Flies and Ravens e The Human Zoo. Degni di nota sono la tastiera eclettica di Phil e la voce di Claude Arcano che spazia agilmente dal pulito allo scream più acido in pieno stile Moonspell e Rammstein. La risposta del pubblico è buona. Ma il caldo morde atrocemente e alcuni spettatori si allontanano verso la fine dello show per andare a prendere una birra.

È il turno degli Ancient Bards. Prima intervistati dal nostro collega Andrea Spontoni nel backstage, la line-up è pronta per la sua seconda apparizione a questo festival. I riminesi si sono meritati l’attenzione del parterre appassionato di Power/Symphonic Metal grazie a uno stile che allinea sapientemente delle orchestrazioni di gusto barocco agli acuti potenti emessi da Sara Squadrani. E oggi il gruppo delinea un riassunto della battaglia tra Sendor e Daltor, la saga epica che ha animato i tre album finora pubblicati. Si inizia così con The Birth of Evil e Only the Brave. Si prosegue poi con Gates Of Noland e Through My Veins. Si termina quindi con le fresche Across This Life e In My Arms. È un’ovazione per questo gruppo che conferma di saper preparare i suoi spettacoli con gran professionalità.

I fan sono tutti adunati per i Folkstone. È un piacere rivederli dopo le prime quattro puntate del Fosch Fest che è nato allora dalla loro idea di creare un festival votato innanzitutto alle sonorità Folk Metal qui a Bagnatica. Un lungo set riprende l’evoluzione della formazione di Bergamo la quale si è presentata sulle scene con le ballate medievali e goliardiche di Anime Dannate, Frerì e Con Passo Pesante e ha poi elaborato le idee più introspettive di Nebbie, Il Confine e In Caduta Libera. L’energia e il coinvolgimento che contraddistingue i Folkstone sono ancora vivi anche se i nove appaiono decisamente più maturi come persone e artisti mettendo a frutto un bagaglio di esperienza ormai decennale. I fedelissimi della marmaglia sono in delirio per loro e cantano a squarciagola ogni singola parola di ventidue canzoni che conoscono a memoria. Non mancano dei momenti di sana ignoranza. Intanto che Lore annuncia l’avvicinamento di Andromeda alla Terra, un pollo di gomma prende il volo dalle teste del pubblico e finisce scagliato accanto ai suoi piedi. E ancora un simpatico ubriaco urla “mettiti anche te in coda per la tessera!” al batterista Edo quando quest’ultimo lamenta la fine dei suoi bicchieri di birra. Si è fatta quasi l’1 di mattina e il primo giorno del Fosch Fest 2016 ha probabilmente superato le aspettative positive.

FolkStone’s Setlist:

  1. Nella Mia Fossa
  2. Fuori Sincronia
  3. Nebbie
  4. Grigie Maree
  5. In Caduta Libera
  6. Frammenti
  7. Mercanti Anonimi
  8. L’Ultima Notte
  9. L’Ultima Thule (Cover di Francesco Guccini)
  10. La Tredicesima Ora
  11. Un’Altra Volta Ancora
  12. Anime Dannate
  13. Non Sarò Mai
  14. Vortici Scuri
  15. Le Voci della Sera
  16. Il Confine
  17. Frerì
  18. Rocce Nere
    Encore:
  19. Omnia Fert Aetas
  20. Prua Contro il Nulla
  21. Simone Pianetti
  22. Con Passo Pesante

Andrea Bosio
Author: Andrea Bosio
Strenuo fan del metal underground italiano e straniero, sempre in cerca di nuove band da ascoltare e conoscere di persona ai live. Dal 2012, racconta i festival a cui partecipa su IronFolks.