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La speranza che accompagna l’inizio del secondo giorno di Metal for Emergency è forse quella di vedere aumentare i fan in maniera sostanziale non solo per onorare la tappa italiana dei Rage ma anche per dimostrare che la scena italiana esiste e pulsa nella passione dei suoi tanti fan. Fin dalle 17.30 il parcheggio assolato è fortunatamente già colmo di spettatori, il che preannuncia che la giornata sarà vissuta in modo più appassionato di ieri.

I primi ad attraversare lo stage sono i Teodasia. La formazione veneziana viene dal pesante addio della cantante Priscilla che ha prestato la sua voce all’EP di esordio Crossing The Light e all’unico album finora pubblicato e intitolato Upwards. Su Giacomo incombe quindi l’arduo compito di reinterpretare le melodie delicate ed evocative dei due lavori sopracitati. E lo show di Cenate Sotto soddisfa le aspettative come dimostra il forte calore manifestato dal pubblico. Seppur sia difficile inquadrare il genere del gruppo in uno schema definito a 360 gradi, si può affermare con buon grado di approssimazione che l’influenza primaria sia data dal Symphonic Metal peculiare dei Nightwish. È un peccato che Fabio Lione, in attesa di esibirsi con i suoi Vision Divine, non sia uscito dal backstage e salito sul palco per collaborare all’esecuzione di Lost Word of Forgiveness.

Seguono i Trick or Treat. In quattordici anni di attività i modenesi hanno accumulato un bagaglio di esperienza artistica che di certo non è comune al generale panorama underground italiano. Tra i tanti traguardi raggiunti dalla line-up si possono citare la collaborazione con Michael Kiske a due tracce dell’album Tin Soldiers e il reclutamento di Alessandro Conti a titolo di cantante dei Luca Turilli’s Rhapsody. Quest’oggi il quintetto propone un lungo set che include soprattutto Premonition, The Great Escape, Never Ending Story e le irriverenti Loser Song e Like Donald Duck. Tra una canzone e l’altra Alessandro Conti, vera punta di diamante della band, coglie l’occasione per scambiare battute e inscenare gag con i suoi chitarristi. Ma la concentrazione del quintetto rimane sempre alta allo scopo di offrire una prova di livello eccellente. La chimica di gruppo, le idee incise su disco e il carisma espresso in sede live attestano che gli emiliani hanno tutte le carte in regola per candidarsi a un posto interessante nella scena Power Metal nazionale.

Si continua subito con i Vision Divine. L’intro S’io Fosse Foco combinato con The Dream Maker precede l’entrata super-acclamata della band che intende offrire live una buona parte dell’ultimo sforzo discografico intitolato Destination Set to Nowhere. Da quest’ultimo sono eseguiti pezzi al pari dell’omonimo al disco, Message to Home e Mermaids from their Moons. Nonostante appaia un po’ raffreddato, Fabio Lione riesce comunque a tirare fuori tutta l’estensione vocale che lo rende un nome di assoluto rilievo della scena Power-Progressive Metal europea. È una grande ovazione anche per Olaf Thorsen, chitarrista e master-mind di ogni canzone. Mike Terrana dimostra inoltre di essere ancora un animale da palco e riesce a scheggiare l’ultimo paio di bacchette a disposizione così come a compiere acrobazie da circo durante un assolo spettacolare.

Il festival termina con lo show dei Rage. La formazione originaria di Bochum vive del carisma e della personalità del suo padre fondatore Peter “Peavy” Wagner che ha saputo tenere in vita gli al tempo Avenger lungo trentatre anni di attività. Dopo appena due track, lo storico leader non manca infatti di presentare al pubblico i nuovi volti dei suoi compagni: Marcos Rodriguez e Vassilios “Lucky” Maniatopoulos che sono impegnati alla chitarra e alla batteria rispettivamente. Sempre Peavy mette in chiaro al pubblico di voler ripercorrere tre decadi di puro Heavy/Power Metal di tradizione tedesca. E lo fa pescando diverse tracce prima dai lontani Trapped!, Black in Mind e End of All Days, poi dal più recente Unity e infine dall’ultimissimo The Devil Strikes Again. Ogni brano viene presentato da Peavy il quale viene però puntualmente interrotto dai cori da stadio intonati in suo onore dai numerosissimi fan presenti. Marcos partecipa alla festa chiedendo di far partire dei mosh pit. Ma le prime file paiono accennare solo qualche debole spintone in senso laterale. L’ora e venti di performance si chiude con il cavallo di battaglia, Higher Than the Sky, che viene allungato con i più disparati inframezzi strumentali per permettere al pubblico di continuare a ripetere il refrain.

RAGE - SETLIST: 

  1. The Devil Strikes Again
  2. Days of December
  3. Black in Mind
  4. Down
  5. Until I Die
  6. Deep in the Blackest Hole
  7. The Dark Side of the Sun
  8. End of All Days
  9. Back in Time
  10. Spirit of the Night
  11. The Price of War
  12. My Way
  13. Solitary Man
    Encore:
  14. Don't Fear the Winter
  15. Higher Than the Sky

Giunge al capolinea la quinta edizione del Metal for Emergency. Il numero (presumibilmente tra i duemila e i tremila, ndr) e il calore dimostrati dal pubblico hanno provato ancora una volta come il lavoro alacre dell’associazione BDK venga apprezzato. Emergency metals! Alla prossima!

Andrea Bosio
Author: Andrea Bosio
Strenuo fan del metal underground italiano e straniero, sempre in cerca di nuove band da ascoltare e conoscere di persona ai live. Dal 2012, racconta i festival a cui partecipa su IronFolks.