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Il sole splende sulla pianura di Bagnatica durante il terzo e ultimo giorno del Fosch Fest. I fan hanno fatto festa tutta la notte e barcollano stremati dalla stanchezza dal campo tende verso l’ingresso del festival di primo pomeriggio.

Quest’oggi il main act è imperdibile e sarà occupato dalle divinità del Black Metal scandinavo Satyricon.

I concerti iniziano con quaranta minuti di ritardo perché gli headliner hanno richiesto di poter verificare subito la qualità dei suoni. In ogni caso, il pubblico sembra non spazientirsi più di tanto e si raduna in massa attorno ai Fosch. I bergamaschi riprendono i fasti del Black Metal di estrazione Dissection, Emperor e Satyricon rivisitando tuttavia le tematiche che sono trattate nei testi. Alcune canzoni come Stöf, Rosal e I Sacoi del Dìaol narrano infatti delle leggende delle valli bergamasche e sono cantate rigorosamente in dialetto.

Si va avanti con i Furor Gallico. I brianzoli si sono guadagnati un ampio seguito suonando un Folk Metal che trova il giusto bilanciamento tra le bordate delle chitarre di Luca e Mattia, le melodie del volino di Riccardo e le tarantelle del flauto irlandese di Paolo. E infatti le vecchie Curmisagios, Venti di Imbolc e il cavallo di battaglia La Caccia Morta trovano l’approvazione dei presenti. Mentre i brani intitolati Squass e La Notte dei Cento Fuochi sono estratti dal nuovo cd Songs from the Earth, rilasciato per la Scarlet Records, e risuonano meno epici e più Heavy.

È il momento del debutto in Italia dei Dalriada. La band riprende il filone artistico che tenta di riarrangiare le musiche tradizionali della terra natia in chiave Heavy Metal. Le storie raccontate dai brani Hunyadi és Kapisztrán, Kinizsi Mulatsága, Napom, Fényes Napom e A Nap és Szél Háza provengono dall’Ungheria e sono costruite con una piacevole giostra tra la tastiera di Gergely e le voci pulite della bella Laura. La formazione si è meritata tanti nuovi proseliti anche grazie alla gentile cortesia che ha concesso agli spettatori e ai giornalisti giù dal palco.

A pomeriggio inoltrato salgono sullo stage i Manegarm. Già presenti al gigantesco Fosch Fest 2011, gli svedesi sono pronti per sparare ancora il loro Death Metal nordico che si abbandona molto facilmente ai ritmi festaioli propri del Folk classico grazie ai ritornelli cantati da Erik. Questo è il risultato raggiunto dai pezzi del cd Nattväsen come l’omonima al lavoro e Nattsjäl, Drömsjäl. Anche le tracce più oscure e Black Metal che sono scelte dal nuovo album, Legions of the North, riescono a coinvolgere il pubblico presente.

Bisogna attendere il turno dei Finntroll per assistere ai primi wall of death e mosh pit del giorno. I Finntroll sono una delle band più attese dagli amanti del Black Metal non canonico. I trascinanti refrain di Solsagan e di Trollhammaren divertono grazie alla contornazione apportata dalle tarantelle Folk. Mentre i brani Blodsvept e Mordminnen danno meno adito alle sinfonie della tastiera di Virta per indurire ulteriormente il sound grazie ai muri di chitarra di Skrymer e di Routa. I finlandesi si presentano addobbati con delle orecchie da troll e giocano a pronunciare in Italiano le bestemmie che vengono sputate gratuitamente dai fan più invasati.

L’arena aspetta ormai i Satyricon. L’incontro negli anni ‘90 tra due future leggende come il cantante Satyr e il batterista Frost ha squarciato nuovi orizzonti all’interno del panorama Black Metal norvegese. I Satyricon hanno infatti saputo inserire sapientemente delle marce funebri e delle orchestrazioni solenni dentro la tipica struttura della canzone Black che ruota attorno a chitarre ronzanti e voci disperate. Anche se i brani di Dark Medieval Times e The Shadowthrone sono stati messi da parte, oggi la band non dimentica di onorare la storica The Dawn of a New Age e l’inno Mother North.

Nell’ora e mezza concessa ai fan, il set vira poi verso gli ultimi lavori discografici come Now, Diabolical e The Age of Nero che assicurano un grandissimo impatto in sede live nonostante abbiano ricevuto diverse critiche a livello di recensione. Da una prospettiva tecnica, i vocalizzi di Satyr mantengono lo stesso livello di asprezza e cattiveria tutto il tempo e i blast beat di Frost sono tanto aggressivi quanto incredibilmente resistenti. In definitiva, la qualità dello show ha soddisfatto i fan irriducibili e ha iniziato le nuove generazioni al culto in onore dei Satyricon.

Satyricon’s Setlist:

  1. Intro: Voice of Shadows
  2. The Rite of our Cross
  3. Our World, it Rumbles Tonight
  4. Now, Diabolical
  5. Black Crow on a Tombstone
  6. The Dawn of a New Age
  7. Ageless Northern Spirit
  8. Die By My Hand
  9. The Infinity of Time and Space
  10. The Pentagram Burns
  11. The Wolfpack
  12. With Ravenous Hunger
  13. Mother North
  14. Fuel for Hatred
  15. K.I.N.G.

Giunge così al termine la sesta edizione del Fosch Fest. Un grazie immenso va rivolto all’associazione Staff Stöff che ha profuso degli sforzi immani per garantire la massima godibilità del bill e la massima qualità dei servizi resi dai suoi volontari. D’altro canto, il caloroso pubblico si è manifestato in 3405 presenze che è un gran risultato se si tiene in considerazione il periodo non roseo dell’attività live underground in Italia.

Andrea Bosio
Author: Andrea Bosio
Strenuo fan del metal underground italiano e straniero, sempre in cerca di nuove band da ascoltare e conoscere di persona ai live. Dal 2012, racconta i festival a cui partecipa su IronFolks.