To Have The Festival You Need The People

Il bello di essere nati al di là della Barriera1 è non avere bisogno del freddo per sentire che l'Inverno sta arrivando: ci basta mettere Midnattens Widunder  e aspettare gli Estranei.
In quella fascia della Pianura Padana compresa tra l'Insubria e i confini delle Orobie, per anni si sono svolti i maggiori festival Folk Metal al di sopra del Po: il Fosch Fest, il Malpaga Folk, l'Insubria Festival e le varie feste di stampo celtico come Beltane e Strigarium, che volentieri ospitano artisti appartenenti alla scena. L'amore di questa particolare zona per il Folk Metal è provato dalla sua capillarità all'interno di manifestazioni non dedicate, come il Metal For Emergency, che nel corso degli anni non ha mai nascosto la propria simpatia per il genere: Vallorch, Holy Shire, Mägo de Oz... per citarne alcuni.
Quest'anno il MFE ha traslocato al Filagosto Festival, uno dei migliori festival musicali della bergamasca, in uno spazio adeguato all'affluenza che la location di Cenate Sotto non riusciva più a sostenere. I risultati parlano: la partecipazione, secondo gli organizzatori, è stata stimata tra le 5 e le 7mila persone - si mormora anche di cifre più grandi, per sicurezza ci fermiamo qui - ben oltre le previsioni, dando un segnale estremamente positivo per la scena metal del Nord Italia, che sempre più soffre la presenza di festival bene organizzati.

Nell'estate lombarda orfana dell'ormai tradizionale Fosch Fest, ritorna il Malpaga Folk & Metal Fest che compie cinque anni! La rassegna organizzata dal Gruppo Giovani della frazione di Cavernago (BG) con la collaborazione di Richard Milella inizia lasciando il consueto e ampio spazio a band del circuito underground italiano che stavolta sono gli Hercunia, i Calico Jack e gli Ephyra. E in testa al bill del primo giorno appare a sorpresa il primo vero nome internazionale di assoluto rilievo nell'intera storia della kermesse: si tratta dei Týr!

E così il Colony Open Air è destinato a restare nella memoria degli appassionati come il festival più osteggiato e sventurato degli ultimi dieci anni di storia di Heavy Metal in Italia.

L’ufficializzazione di monicker internazionali di livello assoluto al pari di Kreator, Death Angel, Marduk e Carcass ci ha fatto sperare nell’evento underground di punta dell’estate lombarda nell’assenza dell’ormai tradizionale Fosch Fest. Tuttavia, la piena riuscita del festival è stata ostacolata da un momento di pura psicosi “anti-metallaro” delle autorità bresciane che costringono Roberto Rosa prima a cambiare la location per ben due volte e poi a convertire il festival da un open air a una classica kermesse indoor. E non finisce qui. Nel giro di qualche ora dall’inizio, viene emanato il divieto di introdurre alcolici nel tendone del Palabrescia e vengono dispiegati i cani antidroga che arrivano a piantonare perfino i camerini degli artisti. A rincarare il carico di stress posto sull’organizzazione sono state le precedenti defezioni di alcune band tra cui gli headliner di domenica, i Morbid Angel, che sono stati degnamente e prontamente sostituiti con i Carcass. Un gruppo di fan polemici l’ha però presa male e ha richiesto il rimborso del biglietto aggravando così il passivo del festival. Ora però concentriamoci sulla musica.

Veruno, 2Days Prog+1  2/9/2016: Una cronistoria che è una scusa per parlare di gerontofilia

Nel 1969, mia madre guardava Doppia Coppia con Lelio Luttazzi ed Alighiero Noschese, aveva nove anni e aveva il 12'' di Volevo un Gatto Nero dello Zecchino d'Oro.
Nel 1969, mio padre di anni ne aveva un po' di più e probabilmente si divideva tra Donizetti e l'Equipe 84 alla radio.
Nel 1969, Mick Box aveva diciotto anni, come buona parte dei suoi coetanei suonava, si drogava o faceva entrambe le cose con risultati apprezzabili; con molta probabilità ascoltava Kinks e Troggs: con qualche amico e delle buone idee fondava l'embrione degli Uriah Heep (che si pronuncia così).

Passati in rassegna i cinque big del secondo giorno, il Fosch Fest si appresta a chiudere i battenti per la settima volta nella sua storia. E lo fa lasciando spazio prima a delle band italiane e straniere del circuito underground per poi riservare i posti principali agli ultimi due nomi di spicco del bill, ossia gli Enslaved ed i Korpiklaani. L’Underground Stage è nel frattempo tornato in funzione consentendo di rispettare pienamente il running order.

Attorno al secondo giorno del Fosch Fest 2016 si concentrano delle aspettative di livello altissimo. Il bill offre delle consolidate realtà nazionali accanto a dei nomi di importanza storica per l’intero movimento dell’Heavy Metal. E su tutti spicca il monicker degli Anthrax. Tuttavia nella mattinata si verifica uno spiacevole inconveniente che si ripercuoterà in modo inaspettato e negativo sulla completa e felice riuscita di questa bella kermesse musicale.

Il Fosch Fest ha deciso di cambiare il suo orientamento di festival dedicato prettamente alle sonorità Folk/Viking Metal allo scopo di attirare almeno una parte di quel pubblico che assiste ai rinomati festival europei. Dopo il riscontro ottenuto dall’aver inserito i Carcass e i Satyricon nel bill del 2015, quest’anno la società Fosch Fest Media punta ancora più in alto ingaggiando una schiera di nomi al pari di Fleshgod Apocalypse, Destruction, Sacred Reich, At The Gates, Anthrax, Enslaved e Korpiklaani.

La speranza che accompagna l’inizio del secondo giorno di Metal for Emergency è forse quella di vedere aumentare i fan in maniera sostanziale non solo per onorare la tappa italiana dei Rage ma anche per dimostrare che la scena italiana esiste e pulsa nella passione dei suoi tanti fan. Fin dalle 17.30 il parcheggio assolato è fortunatamente già colmo di spettatori, il che preannuncia che la giornata sarà vissuta in modo più appassionato di ieri.

Nell’ampia estate musicale bergamasca, il Metal for Emergency festeggia la sua quinta edizione di attività presentando un bill che lascia spazio innanzitutto a band emergenti nostrane per poi puntare su dei nomi stranieri di portata internazionale. L’anno scorso il main act è stato occupato dagli Iron Savior e dai Gamma Ray. Quest’anno il posto di headliner è stato concesso agli Angel Witch e ai Rage nelle giornate di venerdì e di sabato rispettivamente.

Il sole splende sulla pianura di Bagnatica durante il terzo e ultimo giorno del Fosch Fest. I fan hanno fatto festa tutta la notte e barcollano stremati dalla stanchezza dal campo tende verso l’ingresso del festival di primo pomeriggio.

Quest’oggi il main act è imperdibile e sarà occupato dalle divinità del Black Metal scandinavo Satyricon.

Di notte presso il campo tende si odono cori alpini, risate a crepapelle e si continua a fare baldoria bevendo birra e idromele. Di primo pomeriggio arriva una nuova schiera di metallers che sono stati attratti dai nomi dei Kampfar e dei Carcass in cima al bill di oggi.

Inizia quindi la seconda giornata del Fosch Fest, e si fa subito sul serio.