1 1 1 1 1 Rating 0.00 (0 Votes)
Mister Folk Festival, 10 marzo 2018

Ospitiamo sempre con piacere il nostro cugino Fabrizio "Mister Folk" Giosuè, specialmente quando ha molto di cui raccontare: un Festival con ospiti internazionali in arrivo, un'avventura nella distribuzione musicale e alcuni interessanti progetti in cantiere.

Questa sarà la seconda edizione del festival. Quest'anno il festival ospiterà grossi nomi della scena Folk Metal internazionale: i lettoni Skyforger e i danesi Heidra. Due band che hanno suonato poco in Italia, se si pensa alla fama che hanno nel circuito folk-metal. E il festival rappresenterà per entrambe le band la prima data nella nostra capitale. Rispetto all'anno scorso, in cui le band erano tutte italiane, vi sono stati grossi cambiamenti a livello organizzativo? Come mai la scelta di una scommessa così importante sulla line-up del festival?

Lo scorso anno ho voluto fare qualcosa di realmente nuovo e diverso a Roma: un festival folk metal, anche se di dimensioni ridotte, non si era mai visto. Nel 2007 ci fu il Midsummerfest, una serata dedicata alla Finlandia e alla sua cultura con gruppi heavy, rock e folk (Korpiklaani, Turisas ed Elvenking tra gli altri), ma fu un flop spaventoso. La prima edizione del Mister Folk Festival è andata bene e grazie al fondamentale aiuto di No Sun Music è stato possibile organizzare un concerto con quattro band veramente in gamba. Gli Skyforger sono uno dei miei gruppi preferiti in assoluto, per me portarli sul palco del Traffic è motivo d’orgoglio. Gli Heidra hanno le carte per diventare il prossimo gruppo rivelazione, hanno registrato il nuovo disco qui a Roma e ne sentiremo delle belle. Inoltre, per me, è fondamentale dare spazio alla scena italiana e romana, quindi sono davvero felice di avere nel bill i cazzuti Atavicus, band che non necessita di presentazioni e gli Under Siege che si stanno facendo conoscere con il loro album di debutto uscito a gennaio. Infine, sono riuscito a portare nelle due edizioni del festival le due anime dei mai abbastanza lodati Draugr, ovvero Selvans e Atavicus, una cosa alla quale tenevo molto.
A livello organizzativo le cose non sono cambiate molto, si parla sempre di pernottamenti, cibo e strumentazioni, per i voli ci hanno pensato i gruppi stessi. Ma anche qui, senza l’esperienza di No Sun Music sarebbe stato impossibile fare tutto ciò. Ho passato lunghe ore notturne a scrivere email e ascoltare le richieste dei gruppi – alcune veramente particolari –, ma ora posso dire che è stato anche molto divertente e, perché no, formativo.

Come mai la voglia di avviare un festival Folk Metal, in un momento difficile per i festival metal italiani? (penso, ad esempio, al Fosch Fest o al Metal For Emergency).

Perché a Roma non ci sono eventi del genere. Qui la scena metal è prettamente death/doom e anche l’heavy, il thrash e il power se la cavano bene, mentre gli altri generi sono messi un po’ da parte. Il folk metal è ancora preso con il sorrisetto, ma quando vengono a suonare i Folkstone l’Orion, che è il locale medio/grande della capitale, fa il pienone. Quindi qualcuno che ascolta questo genere c’è, bisogna solo creare altri eventi con gruppi qualitativamente validi e “fare un pacchetto” (stand, eventi ecc) per rendere il tutto più appetibile. Roma è una città strana, ci sono milioni di abitanti ma a molti di loro pesa un po’ il sedere e l’incubo parcheggio è una minaccia ben più grave della Morte Nera :). Il Fosch Fest era un gran bel festival, organizzato proprio bene da brave persone, è un gran peccato che sia finito così. Sarebbe fantastico poter organizzare qualcosa del genere qui, ma mi rendo conto che non è semplice e che ci vorranno anni di lavoro. Intanto si lavora per rendere il secondo Mister Folk Festival un successo, poi vedremo.

Nel 2013, nel tuo “Folk Metal: dalle origini al Ragnarök” ti auspicavi una stabilizzazione della scena Folk Metal, rispetto a quella che era allora la scena Folk Metal. Meno proposte, ma di maggior qualità. A distanza di 5 anni, come vedi attualmente la situazione della scena? Pensi che il boom sia finito, o che l'attenzione verso il genere stia effettivamente scemando? E vedi questi sviluppi come positivi, o come negativi, anche rispetto alle previsioni scritte in “Dalle Origini Al Ragnarok”?

Di gruppi ce ne sono sempre molti e credo che ci sia ancora troppa fretta nel vedere la propria musica su cd. Non bastano pochi mesi di prove per fare un EP (ma i demo li fa più nessuno?) brillante, in pochi hanno la pazienza di lavorare e aspettare il momento giusto per pubblicare. Vedo gruppi fare proclami e poi sciogliersi un anno più tardi, così come ho visto band spendere bei soldi per avere la copertina disegnata da un famoso illustratore per poi non realizzare mai il disco. Infine, ho visto ragazzi passare da frontman pagan metal a cantanti hip-hop nel giro di poco tempo. Quello che è sicuro è che molti nuovi gruppi cercano subito una via personale di suonare, il che mi rincuora.

Mister Folk DistroRecentemente ti sei lanciato anche nella distribuzione di materiale proveniente dalla scena Folk Metal Underground, con la Mister Folk Distro. Dopo i primi mesi, come si sta rivelando questa tua nuova avventura? Quanto pensi che la scena Folk Metal underground abbia ancora da dire, rispetto ai grandi nomi supportati dalle grandi etichette discografiche e dai grossi circuiti di distribuzione?

Devi sapere che intorno al 1997 iniziavo a comprare cd e cassette tramite le distro pubblicizzate sulle fanzine che all’epoca compravo. Vedevo queste liste interminabili di dischi e sognavo un giorno di averne una tutta mia, con la musica che a me piace. Il “sogno” sarebbe quello di un’etichetta discografica dedita al folk/viking metal, come la Trollzorn o la Einheit Produktionen, per fare un paio di nomi. Il perché di una distro? Per cercare di far circolare più possibile i dischi underground, creando una piccola piazza virtuale dove è possibile trovare cd dei gruppi italiani che magari non è possibile incontrare ai concerti, abbattendo i costi di spedizione “singola”. L’attenzione principale è rivolta alle release italiane, ma piano piano sto mettendo dentro delle realtà internazionali che ritengo interessanti, come Theudho e Grimtotem.
La musica underground ha da dire tanto quanto quella supportata dalle etichette, con la sola differenza che è più difficile da trovare in giro, che siano negozi o grandi store online. L’idea della distro è proprio quella di rendere la musica dei gruppi underground facile da trovare e ordinare i dischi con un paio di click. Inoltre è possibile incontrare il banchetto della distro ai concerti a tema ai quali riesco a partecipare, come quello appena passato di Haegen e Stilema o quello dei Folkstone il prossimo 16 marzo qui a Roma.

Ogni anno Mister Folk rilascia una sua compilation dedicata al folk-metal. Quando uscirà l'edizione di quest'anno? Puoi accennarci qualcuno dei nomi che vi prenderà parte? Avremo prevalenza di nuove proposte, o di gruppi già affermati nella scena? Quanto influirà sulla compilation la tua attività nella Mister Folk Distro?

La compilation è un modo “moderno” per far circolare la musica, è un lavoro lungo e a volte faticoso, per quanto sia tutto fatto al computer. La compilation è unicamente digitale e non ha nulla a che vedere con la distro perché è scaricabile gratuitamente ed è unicamente un mezzo per promuovere la musica a costo zero. Alcune band si propongono e sono ben felice di poterle inserire nella tracklist, altre le contatto io perché mi piacciono i loro lavori o li trovo stuzzicanti, è un lavoro che inizia in primavera per rilasciare poi la compilation a fine anno. Le copertine e il layout sono di Elisa Urbinati, che ogni anno, pazientemente, perde il sonno a causa delle modifiche dell’ultimo minuto che le chiedo continuamente.
Ogni anno la Mister Folk Compilation esce intorno al 15 dicembre e si cerca di “riassumere” in venti canzoni l’anno che si sta concludendo. Lo scorso anno sono stato contattato dal manager degli Skyforger per chiedere di partecipare e la cosa mi ha fatto davvero molto piacere. Il loro nome ha portato davvero molti click e a oggi è la compilation più scaricata con oltre mille download. Quest’anno, invece, ho avuto la fortuna di poter inserire in scaletta un inedito dei Theudho e una registrazione live dei Vinterblot all’Inferno Festival di Oslo. Mi piace che le band si sentano libere di scegliere il brano, in fondo è la loro vetrina!

Nel 2013 hai pubblicato "Folk Metal: Dalle Origini Al Ragnarok”, e nel 2015 è stata la volta di "Tolkien Rocks - Viaggio musicale nella Terra di Mezzo”. Per caso possiamo aspettarci ulteriori future pubblicazioni da Mister Folk? Hai già qualcosa sotto mano?

Sono sempre preso da nuove idee e la voglia di scrivere, non solo saggi musicali, è tanta. Sto lavorando sodo per migliorarmi e realizzare libri sempre più avvincenti e fatti bene, ci vuole tempo e pazienza. Negli ultimi tempi però ho bloccato tutto in quanto sto frequentando la scuola di scrittura Omero qui a Roma e mi sono imposto di non toccare penna per eventuali pubblicazioni fino a quando non avrò concluso il ciclo di studi. Sotto mano ho una biografia musicale e un incredibile incontro avvenuto decenni fa da raccontare, non vedo l’ora di poterci lavorare e magari vederli pubblicati presto!

Possiamo già aspettarci future edizioni per il Mister Folk Festival?

Tutto ruota intorno ai soldi. Se il festival va bene e si rientra delle spese allora si prosegue anche l’anno prossimo, altrimenti non ci saranno altre edizioni. È triste dirlo, perché la musica è arte e il folk metal ha anche dei valori a me cari, ma bisogna essere concreti e se non si fanno tot spettatori lo spettacolo finisce. Chiaramente l’idea è quella di far diventare il festival un appuntamento fisso per la primavera concertistica romana. Io e le persone che lavorano da mesi a questo evento ce la stiamo mettendo tutta! Ci vediamo quindi sabato 10 marzo al Traffic di Roma, folk on!

Andrea Spontoni
Laureato in musicologia presso l'università di Pavia, attualmente studia presso il Biennio di Nuove Tecnologie e Multimedialità del conservatorio di Trento. Appassionato di teatro, letteratura fantasy e cinema horror, come musicista si occupa soprattutto di musica elettronica. È dal 2013 tastierista della band Hard'n Heavy mantovana Overnight Sensation.