La serata del 15 Febbraio - che vedeva in programma i concerti di Furor Gallico, MaterDea, Artaius e Ulvedharr - mi ha fornito l’occasione di recarmi per la prima volta al Circolo Colony, locale rinato dalle sue stesse ceneri e in breve tempo assurto a faro illuminante della scena Metal italiana.

Osservando i nomi dei prestigiosi gruppi che in questi pochi mesi si sono esibiti sul palco bresciano, era forte la curiosità di indagare su un fenomeno dal successo tanto repentino: così, prima delle interviste programmate, ho voluto fare quattro chiacchiere con Roby, creatore di questa splendida realtà.

Rock in italiano. Si sente spesso dire che “l'italiano non è una lingua adatta al rock”, e le critiche si fanno ancora più dure quanto si parla di metal in italiano. Tuttavia ci sono stati, e per fortuna ancora ci sono, gruppi che hanno portato avanti la loro carriera artistica (con più o meno successo) mescolando le sonorità anglosassoni del rock e del metal con la lingua italiana. Di tutti questi artisti si parla in “Va Pensiero: 30 anni di rock e metal in italiano”, scritto da Gianni Della Cioppa, figura di spicco del giornalismo musicale in Italia. Potete trovate QUI la mia recensione del libro. Ma, se non vi dovesse bastare, ho intervistato Gianni Della Cioppa per parlare del suo libro, e di quello che secondo lui è (o è stato) il rock in Italia.

Se c'è un genere di cui si è scritto poco, questo è il folk-metal. Almeno in Italia non vi sono molte pubblicazioni sull'argomento, il che è un controsenso se pensiamo che si tratta di una delle scene metal più floride negli ultimi anni, anche in Italia. Tuttavia un'importante passo è l'uscita del volume “Folk-Metal: dalle origini al Ragnarök”, scritto da Fabrizio Giosuè. Fabrizio è stato responsabile della fanzine di Tamas'Zine, redattore di Shapelesszine e di Metalwave, responsabile della sezione folk di Metallized e attualmente gestisce un sito chiamato Mr. Folk, che per noi di ironfolks rappresenta la concorrenza. Ma siamo sportivi, e ve lo consigliamo comunque.
Dopo aver letto il libro, di cui trovate la recensione qui, ho intervistato l'autore per parlare del suo lavoro, e del folk in generale. Ecco quindi l'intervista con Fabrizio Giosuè

Chiunque sia stato al Fosch Festival può dire che è una figata. Il biglietto costa poco, le band sono sempre di livello molto elevato e si respira un clima di festa che rende tutti più allegri. Ha un unico difetto: si tiene solo una volta l'anno. Ma l'associazione del Fosch ha pensato anche a quello! Da quest'anno arriva il “Road To Fosch”: 7 concerti invernali organizzati nei locali del paese di Bagnatica come Pre-Fosch. Il 18 ottobre, ha visto la presentazione dell'evento con l'esibizione degli Ulvedharr presso il Bar Gritti, mentre il 25 ottobre il concerto della band dei Maladecia si è tenuto presso il bar felix. E non poteva mancare una festa di halloween(o di Samhain se preferite): il 31 ottobre festa punk con lo ska-core demenziale dei Cornoltis e l'horror-punk dei Crimson Ghost.
Le serate continueranno: l'8 novembre si esibirà un duo rock acustico formato da Lisy Stefanoni (Evenoire) ed Eugenio Sambasile (Embryo) presso il bar Chillypepper, il 25 un concerto acustico dei Mr. Feedback (Tribute band dei Led Zeppelin) presso il bar “La Rocca”, il 22 novembre i MaterDea presso il centro sportivo comunale. E a concludere il tutto il 30 novembre, presso Castello S. Marco, cena medievale con concerto dei Diabula Rasa.
Ovviamente non poteva mancare l'intervista a Sergio Colleoni, presidente dell'associazione Staff Stoff (organizzatrice del Fosch Fest), per parlare meglio l'idea del “Road to Fosch”.