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Hell's Guardian, 2015

A volte è proprio vero: basta cogliere l’occasione giusta e tutto inizia a cambiare.

Si potrebbero sintetizzare con questa immagine le ultime settimane vissute dai bresciani Hell’s Guardian, approdati su un palco prestigioso come quello dell’Alcatraz di Milano a seguito del concatenarsi di alcuni eventi ma in grado di imporsi all’attenzione del pubblico presente e non solo, visto che a distanza di pochi giorni si è subito venuta a creare un’opportunità ancora più ghiotta, anche in questo caso prontamente colta dal quartetto che - dopo un eccellente album d’esordio datato 2014 e un ep pubblicato la scorsa estate - si appresta ad affrontare la prima, importante esperienza all’estero come opening act per una delle (almeno a mio avviso) migliori realtà del panorama metal degli ultimi vent’anni, ovvero i finlandesi Amorphis.

Ci è sembrato quindi il caso di incontrare Cesare Damiolini (growl vocals e chitarra), Freddie Formis (chitarra), Dylan Formis (batteria) e il nuovo elemento Claudio Cor, precedentemente in forza ai bergamaschi Ulvedharr (clean vocals e basso) per raccogliere impressioni sul recente passato e propositi per l’immediato futuro di questa giovane quanto promettente formazione.

L’opportunità di condividere il palco dell’Alcatraz, lo scorso  24 novembre, con Children Of Bodom e Sylosis, si è creata con l’annullamento del tour europeo da parte dei Lamb Of God, che come molti altri musicisti statunitensi hanno scelto di non suonare in Europa dopo i tragici fatti di Parigi dello scorso dicembre. Non sta certo a noi giudicare lo stato d’animo di un musicista (o del suo management), ma è un dato di fatto che per noi si sia venuta a creare un’occasione davvero unica.

Come avete reagito alla notizia?

È accaduto tutto molto velocemente. Anzi, abbiamo avuto davvero poco tempo per decidere, in quanto la nostra agenzia (Truck Me Hard) ci ha contattati il giovedì per una data in programma il martedì successivo! Ma, una volta verificata la disponibilità di tutti, la decisione è stata piuttosto facile, come potrai immaginare.

Purtroppo non ho potuto assistere al concerto in prima persona, ma dalle impressioni raccolte e dai filmati circolati in Rete ho avuto la sensazione che le cose non siano andate poi così male: quali sono, invece, le vostre impressioni di quella serata?

Ci rendevamo conto di essere in pratica i sostituti di un gruppo seguitissimo come i Lamb Of God, peraltro piuttosto distanti dalla nostra proposta musicale, ma i tempi davvero ristretti ci hanno in un certo senso impedito di far crescere una tensione che sarebbe stata comunque legittima, visto che per la prima volta ci saremmo trovati all’Alcatraz non fra il pubblico ma sul palco! Già all’arrivo nel locale siamo però stati messi a nostro agio da un’organizzazione impeccabile ed efficientissima pur con una situazione un po’ tesa a causa dei rigidissimi controlli anche all’interno della struttura, quindi l’avvicinamento all’ora dello show è stato piuttosto rilassato. Il concerto, infine, è stato indimenticabile perché, nonostante per gran parte dei presenti fossimo dei perfetti sconosciuti, l’accoglienza e la reazione sono state eccezionali, con il pubblico assiepato sotto il palco che ci ha seguito con attenzione reagendo con entusiasmo ad ogni brano: anzi, è stato un peccato che le misure di sicurezza applicate all’ingresso abbiano rallentato l’afflusso degli spettatori, che sarebbero potuti essere molti di più!

E adesso, Amorphis.

La band finlandese cercava un gruppo di apertura per le date in Russia e Bielorussia dell’Under The Red Cloud Tour, la nostra agenzia ci ha chiesto se eravamo disponibili e abbiamo accettato. Può sembrare scontato, ma non siamo professionisti, abbiamo tutti un’occupazione e ci è già capitato di essere costretti a rinunciare a un’occasione più o meno simile, perciò quando ci è stato proposto di aprire queste tre date e abbiamo verificato la fattibilità della cosa è stato automatico dire di sì.

Quale sarà il calendario della trasferta?

Suoneremo il 5 febbraio a Mosca, il 6 a Minsk e il 7 a San Pietroburgo.

Come state vivendo questa nuova grande occasione?

Non abbiamo mai nascosto come per noi gli Amorphis siano sempre stati un significativo punto di riferimento (a tal proposito vi rimandiamo all’intervista pubblicata il 29 marzo 2014, ndr) e il fatto di condividere il palco con loro è davvero una grande soddisfazione. Ci sarebbe piaciuto sfruttare l’occasione di partecipare a tutta la prima parte del tour europeo che si concluderà in aprile, ma - come dicevamo - purtroppo le nostre rispettive situazioni non lo consentono.

Neanche per le date italiane del tour?

Questa sarebbe un’opzione più fattibile, ma non dipende da noi: certo, se qualcosa dovesse muoversi in quella direzione ve lo faremo sapere!

In poco più di due mesi avete compiuto passi importanti lungo il vostro percorso artistico: avvertite qualche pressione o è tutto come vi aspettavate?

Abbiamo finalmente occasione di fare quello che abbiamo sempre sognato, oltretutto accompagnando una delle nostre band preferite, quindi oltre al grande entusiasmo c’è un po’ di agitazione, soprattutto legata ai particolari del viaggio, come il trasporto degli strumenti o le temperature che troveremo lassù! Forse c’era più pressione prima della data con i Children Of Bodom, anche perché è stata organizzata in brevissimo tempo, ma ci rendiamo conto che non è ancora arrivato il momento di rilassarci.

Già che ci siamo, concluderei con il chiedervi se ci sono novità sul fronte «nuovo album»…

Il nostro ultimo ep, Ex Adversis Resurgo, risale a poco più di sei mesi fa, e nel frattempo abbiamo attraversato anche un cambio di formazione, ma qualche idea è stata messa in cantiere, anche se non siamo ancora in grado di dare indicazioni precise sull’uscita del successore di Follow Your Fate. Probabilmente riempiremo l’intervallo di tempo da qui al nuovo album con almeno un video, ma è solo una delle possibilità che stiamo valutando. Ovviamente, ora ci stiamo concentrando sulle tre date che ci attendono, ma non appena avremo novità non mancheremo di informare IronFolks e i suoi lettori.

Grazie a nome della redazione e dei lettori di IronFolks, e in bocca al lupo per il tour!

Grazie, e crepi il lupo!

Luca Morzenti
Nato e cresciuto a Milano quando ancora c’erano i telefoni a gettone, ma residente da tempo in provincia di Brescia, ha esplorato l’universo musicale in ogni suo remoto angolo, dapprima come spettatore e successivamente come musicista, fonico, tecnico luci, promoter e road manager, fino all’attuale ruolo di giornalista/reporter. Collabora con riviste locali e nazionali scrivendo - oltre che di musica - di sport, letteratura, tecnologia e attualità. Quando non scrive, legge (almeno due libri a settimana), si diletta come correttore di bozze di libri non sempre entusiasmanti, scrive testi per musicisti di (in)dubbio valore e guarda qualsiasi partita di hockey su ghiaccio riesca a trovare in tv o sul web.

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