Recentemente è balzata ai (dis)onori della cronaca una band romana che, in un'intervista a Metal In Italy, ha dimostrato la stessa umiltà di Pellè col gesto del cucchiaio a Neuer durante Germania-Italia del tre luglio scorso (sì, la stessa partita che due ore prima vi faceva sghignazzare ai meme della Merkel a pecorina1 e che verso le dieci e mezza vi ha fatto recitare l'alfabeto a suon di bestemmie), sortendone l'interruzione della collaborazione tra questi e la loro etichetta. Gli ennesimi trombati del Jobs Act.

Dopo l'ennesimo concerto vissuto da spettatore con una vena chiusa per il nervoso, e dopo i tanti vissuti nella "mitica Pit Lane", mi sento di fare una cosa che mi ero ripromesso di non fare mai: un articolo con un elenco numerato.

Sì perché per certa gente, a quanto pare, il titolo di "Ph." durante un concerto vale più di quello di "Ing." in un cantiere edile. Sono un po' irritato dalla quantità di fotografi più o meno improvvisati che bazzicano le Photo Pit di buona parte dei concerti nostrani. E quindi ecco, a uso e consumo di tutti (e specialmente degli aspiranti photo-live-reporter-metal), qualche considerazione su questo lavoro.

Secondo copione, dovrei presentarvi con tono serioso e un filo di spocchia questa terza versione di IronFolks.

Insomma, da bravo Boss dovrei tirarmela un minimo.

Eppure, tutte le volte che mi trovo a scrivere un articolo di presentazione per un nuovo sito (che è la fase finale di mesi di lavoro), mi viene spontaneo guardare al passato. Me la concedete, allora, un minimo di nostalgia?

Dato che la vecchiaia avanza, qualche data potrebbe essere sbagliata... ma poco importa. Del resto, sono passati quasi quattro anni da quando tutto è cominciato. All'inizio di tutto questo io ero fresco di laurea e di contratto a progetto stile ti-lascio-a-casa-quando-voglio, l'estate era agli sgoccioli e il Fosch Fest 2011 era finito da qualche settimana. Esperienza mistica, quella del Fosch Fest. Tanto più se vissuta col mal di testa da postumi d'ordinanza e una reflex entry level presa in sconto. Tra una birra e una passeggiata (a essere onesti più birre che passeggiate) scattai parecchie foto durante quei due giorni, per puro divertimento e senza velleità particolari.

Alcune mi parvero belle. Altri furono dello stesso parere. Data l'inadeguatezza di Facebook (allora come adesso), decisi dunque di aprire un sito in cui pubblicarle.

Era il 27 agosto 2011, la data di nascita di IronFolks. Me la ricordo bene la prima versione: messa su in una settimana, grafica pietosa, lentezza pachidermica. Un lavoro meraviglioso.

Poi ci fu un concerto al Carlito's Way di Retorbido, con Furor Gallico, Kalevala e Folkstone. E lì feci il mio primo... coff... "servizio". Pubblicai le foto sul mio sitino infame e via, aspettando che qualcuno mi dicesse che ne pensava. Qualcuno le vide e le apprezzò, sul sito e su Facebook, mentre io studiavo fotografia, sperimentavo, mi documentavo per diventare più bravo e vincere il mio cronico senso d'inadeguatezza verso i fotografi veri. E poi... non so come, non so perché, IronFolks mi esplose in mano.