Jolly Roger Records ha comunicato una nuova uscita per ravvivare questo Halloween:

HumanasH "Reborn from the Ashes"

(uscita in Red Lp+Cd, Lp+Cd, Cd, Digitale)

Trattasi di un Heavy Metal horror-concept mini album (22 minuti) nato da un'idea di John Goldfinch (voce della cult band L'impero delle ombre).

Come ospite d'onore Steve Sylvester (Death SS) sulla prima traccia.

Disponibile da venerdi 17 Novembre sul mailorder JRR, pre-ordini dal 31 Ottobre.

"Questo lavoro arriva da lontano, da una mia vecchia idea,
da un concetto di profondo e puro amore per l'Heavy Metal, un genuino sentimento di appartenenza ai suoi valori... è dedicato allo spirito dei Metal teen-agers, nostro e di tanti altri come noi, agli anni migliori di sempre con le chitarre distorte ed i ritmi
forsennati che ci ronzavano nella testa!" — John Goldfinch

Tracklist:

  1. Evil Metal Obsession
  2. Night Adventure in a Desecrated Church
    (Videoclip: https://www.youtube.com/watch?v=Muc5lkiSG1U)
  3. The Nightmare Begins
  4. Reborn from the Ashes
  5. The Liberation of the Cursed Spirit
  6. Eternal Darkness of Being

Line-up:

  • John Goldfinch - Vocals
  • Gabriel Goya - Lead and Rhythm Guitar
  • Francis Probus - Lead and Rhythm Guitar
  • Nicholas Lestat - Bass
  • Peruvian - Drums

3 audio tracks streaming & preorders:

http://www.jollyrogerstore.com/release.php?id=70

I Folkstone, alfieri bergamaschi del Folk Rock, pubblicheranno il loro quinto album il 3 novembre, a tre anni di distanza da Oltre... L'Abisso.

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I Death SS, headliners dell'appena conclusosi MetalItalia Festival, hanno chiuso il fantastico concerto del quarantennale con un annuncio apparso sul megaschermo accolto da una bordata di applausi.

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Vorresti presentarti agli eventi con un rombante V8 americano?

Ti piacerebbe firmare autografi e subire le avances di decine di Groupie?

Che ne diresti di migliaia di euro in endorsement Nikon, Yamaha e Mulino Bianco?

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Haegen, Immortal Lands

ETICHETTA: Autoprodotto

CITTÀ: Osimo (Italia)

GENERE: Folk Metal

LINE UP:

  • Leonardo Lasca (main vocals)
  • Samuele Secchiaroli (chitarre)
  • Federico Padovano (flauto, voce)
  • Eugenio Cammoranesi (tastiere, voce)
  • Nicholas Gubinelli (voce)
  • Tommaso Sacco (batteria)
  • Pablo Guaraschi (basso)

Ah, il folk metal, terra di passioni e (molto spesso) universo particolarmente lo-fi, molto diretto ma poco raffinato. Una filosofia rappresentata in pieno da Immortal Lands, se proprio devo rivelare cosa ne penso in anticipo.

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ETICHETTA: Folkstone Records / Universal

CITTÀ: Bergamo (Italia)

GENERE: Rock Italiano

LINE UP:

  • Lorenzo Marchesi (voce)
  • Roberta Rota (cornamuse, bombarde, voce)
  • Matteo Frigeni (cornamuse, ghironda, bombarde)
  • Maurizio Cardullo (cornamuse, flauti, bouzouki, cittern, bombarde)
  • Andrea Locatelli (cornamuse, bombarde, percussioni)
  • Luca Bonometti (chitarre)
  • Federico Maffei (basso)
  • Edoardo Sala (batteria e percussioni)

Cosa ci sarà oltre l'abisso?

Probabilmente è stata questa la domanda che molti si sono posti dopo l'uscita, nel 2014, di un album con cui i Folkstone si ponevano al centro di un crocevia da dove si irradiavano numerose e alquanto differenti strade, nessuna delle quali impossibile da percorrere per i musicisti orobici; e nel recensire Oltre... L'Abisso avevo sottolineato la sua natura multiforme, che lasciava intravedere soluzioni diverse ma tutte potenzialmente valide per una band che denunciava in modo inequivocabile la volontà di distaccarsi sempre più dall'universo metal. Ebbene, fra i molti sentieri che la formazione bergamasca poteva imboccare, quello scelto si è rivelato essere il più impegnativo, il meno comodo, ma soprattutto il più temuto: quello che porta verso un panorama le cui caratteristiche potremmo riassumere - pur con tutte le distinzioni del caso - nella definizione di «rock italiano». E questo non sarebbe in sé un male: ogni artista, proprio in quanto tale, è e deve essere libero di prendere la strada che preferisce, conscio di poter incontrare in più o meno egual misura approvazione da parte del nuovo pubblico e disapprovazione da parte dei fans della prima ora, così come di essere sottoposto a contrastanti valutazioni da parte della critica, conseguenze inevitabili quando si operano cambiamenti tanto sostanziali.

Ma non sta qui il problema.

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Phoenix Again, Unexplored

ETICHETTA: Black Widow

CITTÀ: Brescia (Italia)

GENERE: Progressive Rock

LINE UP:

  • Antonio Lorandi (basso, voce)
  • Sergio Lorandi (chitarra)
  • Marco Lorandi (chitarra)
  • Andrea Piccinelli (tastiere)
  • Giorgio Lorandi (percussioni)
  • Silvano Silva (batteria)

Terzo album per la formazione bresciana, già nota come Phoenix e ritornata sulle scene con questo nuovo monicker dopo la tragica scomparsa di Claudio Lorandi, che con fratelli Sergio e Antonio aveva fondato il progetto nel lontano 1981.

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ETICHETTA: Nuclear Blast

CITTÀ: Bergen (Norvegia)

GENERE: Progressive Black Metal

LINE UP:

  • Ivar Bjørnson (chitarra)
  • Grutle Kjellson (voce, basso)
  • Håkon Vinje (voce, tastiere)
  • Cato Bekkevold (batteria)
  • Ice Dale (chitarra)

Lo attendevano in molti, questo quattordicesimo capitolo della discografia firmata Enslaved.

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Phoenix Again 2017

Se esiste un genere in grado di raccogliere sé infinite tipologie di voci, suoni e inclinazioni, questo è il progressive rock. Dapprima la Gran Bretagna e poi Germania, Francia e Italia sono state le nazioni che hanno visto nascere e svilupparsi questa forma di espressione musicale che come nessun'altra può vantare sfumature tanto diverse: dalla scena di Canterbury al krautrock, dalle trame più complesse dell'elettronica a quelle più estreme del metal, quello del prog è un universo sonoro nato guardando verso il futuro (come già si evince dal nome) ma con radici ben salde nel passato, inteso come folk,  rock 'n' roll, e - soprattutto - musica classica.

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Eluveitie 2017

Dopo due anni di assenza torno a scrivere su Ironfolks.net. E la nostra caporedattrice mi chiede se ho voglia di intervistare gli Eluveitie. Ore 18.10 al Campus Industry Music di Parma. Risultato: mercoledì alle 17.02 ero già davanti al locale, emozionato come uno bimbo al suo primo giorno di scuola. Perché un conto è intervistare una band famosa. Un altro è intervistare una band a cui hai guardato con ammirazione per anni, e che alle superiori ti ha aperto una porta sul magico mondo del folk-metal (mi riferisco ai tempi di Evocation I: The Arcane Dominion, dell'ormai lontano 2009).

Domande pronte, eccitazione e ansia da prestazione alle stelle: chiamo il loro manager Rafael, un ragazzo dall'aria gentile e dai modi molto educati.

Mi accompagna sul pullman della band, dove potrò parlare con Chrigel Glanzmann (voce, whistle, mandola, cornamuse e bodhran), Matteo Sisti (whistles, cornamuse e mandola) e Fabienne Erni (voce, arpa celtica e mandola). Attendo che il giornalista prima di me finisca. Salgo.
I membri degli Eluveitie mi accolgono sorridendo e offrendomi da bere. Mi sento subito a mio agio. Le ansie svaniscono e inizia la nostra chiacchierata:

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Nell’ormai lontano 1992 i negozi di dischi più attenti alle novità misero a disposizione dei loro clienti uno dei pochi album in grado di lasciare realmente un segno indelebile nella storia della musica. Si trattava di Blues For The Red Sun, terzo album di una sconosciuta formazione californiana chiamata Kyuss e atto di nascita ufficiale del genere che verrà poi chiamato Stoner Rock. In 25 anni lo stoner ha dimostrato di potersi evolvere anche al di fuori delle canoniche coordinate stilistiche e sonore - muovendosi sia in direzione delle primordiali strutture a suo tempo create dai Black Sabbath, sia verso dinamiche maggiormente orientate alla psichedelia - superando nel contempo anche eventuali limiti geografici, visto che praticamente in ogni parte del mondo sono nate band di grande valore. E, una volta tanto, anche l'Italia non se la cava male, grazie a una scena composta da etichette piccole ma agguerrite e da gruppi dalle grandi potenzialità, come ad esempio gli Humulus, trio lombardo nato nel 2009 e arrivato al terzo lavoro in studio (dopo l'omonimo esordio e l'EP Electric Walrus, rispettivamente datati 2012 e 2015), un album intitolato Reverently Heading Into Nowhere (o R.H.I.NO.), pubblicato lo scorso marzo e qui presentatoci da Andrea Van Cleef (voce, chitarra, synth) e Giorgio Bonacorsi (basso), che insieme a Massimiliano Boventi (batteria) compongono una delle formazioni più promettenti del panorama stoner continentale.

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Negli ultimi anni, più volte mi sono trovato a parlare con musicisti e addetti ai lavori dell’eccesso di offerta musicale dovuto all’esplosione di Internet. YouTube, Bandcamp, SpotifyiTunes e un’infinità di siti e piattaforme hanno permesso a chiunque di mostrare al mondo la propria musica, causando però una paradossale saturazione che rende sempre più difficile individuare gli artisti realmente validi. Come dico abitualmente, per trovare qualcosa di buono bisogna inciamparci. Ma quando capita, la soddisfazione è davvero tanta.

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Parma, Campus Industry Music. Il locale apre tra un'ora e già c'è una discreta fila all'ingresso. C'è gente un po' da tutta Italia, come è normale aspettarsi dall'unica data italiana di un tour con band come Eluveitie e Amaranthe.

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To Have The Festival You Need The People

Il bello di essere nati al di là della Barriera1 è non avere bisogno del freddo per sentire che l'Inverno sta arrivando: ci basta mettere Midnattens Widunder  e aspettare gli Estranei.
In quella fascia della Pianura Padana compresa tra l'Insubria e i confini delle Orobie, per anni si sono svolti i maggiori festival Folk Metal al di sopra del Po: il Fosch Fest, il Malpaga Folk, l'Insubria Festival e le varie feste di stampo celtico come Beltane e Strigarium, che volentieri ospitano artisti appartenenti alla scena. L'amore di questa particolare zona per il Folk Metal è provato dalla sua capillarità all'interno di manifestazioni non dedicate, come il Metal For Emergency, che nel corso degli anni non ha mai nascosto la propria simpatia per il genere: Vallorch, Holy Shire, Mägo de Oz... per citarne alcuni.
Quest'anno il MFE ha traslocato al Filagosto Festival, uno dei migliori festival musicali della bergamasca, in uno spazio adeguato all'affluenza che la location di Cenate Sotto non riusciva più a sostenere. I risultati parlano: la partecipazione, secondo gli organizzatori, è stata stimata tra le 5 e le 7mila persone - si mormora anche di cifre più grandi, per sicurezza ci fermiamo qui - ben oltre le previsioni, dando un segnale estremamente positivo per la scena metal del Nord Italia, che sempre più soffre la presenza di festival bene organizzati.

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Nell'estate lombarda orfana dell'ormai tradizionale Fosch Fest, ritorna il Malpaga Folk & Metal Fest che compie cinque anni! La rassegna organizzata dal Gruppo Giovani della frazione di Cavernago (BG) con la collaborazione di Richard Milella inizia lasciando il consueto e ampio spazio a band del circuito underground italiano che stavolta sono gli Hercunia, i Calico Jack e gli Ephyra. E in testa al bill del primo giorno appare a sorpresa il primo vero nome internazionale di assoluto rilievo nell'intera storia della kermesse: si tratta dei Týr!

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E così il Colony Open Air è destinato a restare nella memoria degli appassionati come il festival più osteggiato e sventurato degli ultimi dieci anni di storia di Heavy Metal in Italia.

L’ufficializzazione di monicker internazionali di livello assoluto al pari di Kreator, Death Angel, Marduk e Carcass ci ha fatto sperare nell’evento underground di punta dell’estate lombarda nell’assenza dell’ormai tradizionale Fosch Fest. Tuttavia, la piena riuscita del festival è stata ostacolata da un momento di pura psicosi “anti-metallaro” delle autorità bresciane che costringono Roberto Rosa prima a cambiare la location per ben due volte e poi a convertire il festival da un open air a una classica kermesse indoor. E non finisce qui. Nel giro di qualche ora dall’inizio, viene emanato il divieto di introdurre alcolici nel tendone del Palabrescia e vengono dispiegati i cani antidroga che arrivano a piantonare perfino i camerini degli artisti. A rincarare il carico di stress posto sull’organizzazione sono state le precedenti defezioni di alcune band tra cui gli headliner di domenica, i Morbid Angel, che sono stati degnamente e prontamente sostituiti con i Carcass. Un gruppo di fan polemici l’ha però presa male e ha richiesto il rimborso del biglietto aggravando così il passivo del festival. Ora però concentriamoci sulla musica.

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Isola Rock, Day 2

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Isola Rock 2017, Day 1

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Metal for Emergency 2017

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Tyr @ Malpaga Folk Fest 2017

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Batushka @ Circolo Colony BS

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